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TV/ E' tornata la Gialappa's con Mai dire Grande Fratello: i tre comici si raccontano

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E' iniziata l'edizione 2009 di Mai dire Grande Fratello la dissacrante e anticonformista della Gialappa's Band (Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto) si divertono facendoci ridere con il loro unico e incomparabile modo di commentare gli inquilini della casa più spiata d'Italia. In qualità di “letteronza” diventata giornalista ecco un'intervista in esclusiva per ilsussidiario.net: i “Gialappi” (Marco e Giorgio, Carlo è al telefono) si raccontano e regalano qualche anticipazione su Mai dire Grande fratello.

 

Il vostro nome “Gialappa’s” viene dalla gialappa , una pianta messicana dal cui tubero si estrae un fortissimo lassativo per i cavalli. Ma come vi è venuto in mente?

Marco: In realtà lo usavamo dai mondiali dell’86 in Messico. Il nome Gialappa’s l’ho trovato io sul dizionario.

Giorgio: Dovevamo cercarci uno pseudonimo perchè i nostri nomi erano troppo lunghi per i titoli di coda nel programma Mediaset, e quello era un nome che usavamo in radio.

Marco: Non ricordo di preciso chi, ma all’inizio uno dei nomi era Gialappa’s Brother poi Gialappa’s Band. Il produttore di allora a Mediaset diceva che non avrebbe mai funzionato.

Giorgio: Precisamente disse: “Con un nome così non andrete da nessuna parte”. Beh che dire, è stato poco profetico! Però in realtà, nei primi anni, perfino in trasmissione ce l’hanno sempre storpiato.

 

Potete dirmi qualche novità sulla nuova edizione di Mai dire Grande Fratello?

Giorgio: Commenteremo nudi. Ilarità generale e poi...Per ora ci saranno solo filmati poi può darsi che metteremo qualche parodia di personaggi.

Avete già individuato qualche personaggio?

Marco: Fino ad ora sono tutti abbastanza cretini, abbiamo visto la prima serata tutti insieme, ma per il momento non abbiamo ancora capito chi potrebbe essere il personaggio che bersaglieremo di più, anche se ovviamente c’è già qualcuno che si è messo in luce come...

Giorgio: come la maggiorata (Cristina Del Basso)! Ma anche il macedone (Ferdi Berisa)..

Marco:il malavitoso, il genovese e il surfer (Vittorio Marcelli)...

Giorgio: ma sono solo i primi giorni, ci vuole ancora un pò di tempo, almeno una settimana o due

Marco: anche perchè sono tanti, nella prima edizione erano dieci ora sono il doppio. Immagino, e poi ho sentito che dovete organizzarvi per le parrucche, il trucco e gli oggetti di scena come ad esempio occhiali,...

 

Ma i comici che li interpreteranno, chi sono?

Giorgio: Gigi e Ross e poi una ragazza nuova che abbiamo scoperto Virginia Raffaele

Marco: forse un ragazzo che si chiama Raffaele Virginia ma lo scopriremo col tempo e anche Casalino...non Casalino quello del Grande Fratello ma Fabrizio Casalino

Giorgio: che, per intenderci, da noi è quello che fa Mirko! Alla fine diciamo che ci sono una serie di comici pronti a parodiare qualcuno ma dobbiamo ancora decidere chi, in base a chi decidiamo di parodiare sceglieremo il comico!capito? 

 

Tra tutti questi comici che negli anni avete conosciuto, potete raccontare qualche aneddoto carino?

Marco: otto milioni. Hai sette giorni a disposizione? Avvisa che rientri un pò tardi...la settimana prossima! Su ognuno ci sono ovviamente degli aneddoti...dagli incontri, da come li abbiamo contattati...mi viene in mente che Claudio Bisio, l’avevo incontrato casualmente a Zelig, gli avevo detto «domani vediamo un pò di gente, vieni se ti va» e poi ha presentato per un anno il programma.

Giorgio: invece a Fabio De Luigi abbiamo detto di passare ma poi ci siamo dimenticati di averglielo detto, per cui per noi è uno che si è imbucato al provino.

Marco: come aneddoto, mi ricordo che quando siamo andati a vedere Luciana Litizzetto in un suo spettacolo, io sono andato nel bagno vicino al camerino, uscendo l’ho vista e le ho dato la mano, aggiungendo «è la prima volta che do la mano, scusa ma sai avevo appena fatto pipì» e lei «iniziamo bene! Questo scommetto che è per mettermi a mio agio...sai ero già abbastanza agitata!». La prima volta che abbiamo contattato Paola Cortellesi, io e mio fratello, è stato perchè abbiamo visto la sua cassetta. Lei non ci credeva, abbiamo dovuto lasciarle il numero di Mediaset per far passare la telefonata dal centralino perchè pensava ad uno scherzo di amici.

 

E Aldo Giovanni e Giacomo?

Marco: Aldo e Giovanni, ricordo che volevano venire da noi, ma siccome quell’anno eravamo già pieni avevo smesso di andare a Zelig per non incontrarli perchè mi facevano tenerezza e non sapevo cosa dirgli. Poi sono diventati in tre e un nostro amico ci ha detto che avevano un pezzo per noi. Erano gli arbitri e li abbiamo presi per quello, in realtà poi quel pezzo l’hanno fatto pochissimo e comunque è stata la cosa meno bella che hanno fatto poi da noi. Altra cosa strana è Lippi, anche se non è un comico, quando lo abbiamo preso era in causa con Mediaset. Era venuto a salutarci perchè lo prendevamo in giro a Mai dire tv.

Giorgio: si, fondamentalmente è passato li per caso a salutarci e dopo dieci minuti è stato buttato dentro a presentare il programma.

 

A proposito di querele, ne avete ricevute?

Marco: ne ricordo una in particolare con Previti per un pezzo di Fabio De Luigi ed abbiamo vinto.

Giorgio: ci aveva chiesto due milioni di euro! 

 

E voi, come vi siete conosciuti?

Marco: in radio, uno alla volta siamo entrati in un programma ironico sul calcio che c’era su Radio Popolare. Prima entrò Carlo poi Giorgio, erano ascoltatori che poi sono stati chiamati nel programma, e l’anno dopo arrivai io. In realtà la svolta è stata coi mondiali e da lì ci hanno chiamato a Canale Cinque, dove abbiamo fatto da autori e una robina in voce: tutte le telenovele minuto per minuto.

Giorgio: facevamo una telecronaca sulle telenovele inventandoci delle storie.

Marco: Il programma più brutto del mondo, che tra l’altro andò malissimo.

 

Ma il vostro primo programma è stato...

Marco: Mai dire banzai. Giorgio Gori, allora direttore di tutte e tre le reti, ci disse che aveva quel materiale da anni e non sapeva cosa farne. Noi abbiamo cominciato a tagliare, ritagliare,costruire.. Passo successivo, ancora più famosi con Mai dire gol. Dopo Mai dire banzai sempre Gori ci chiamò per un altro programma ironico sul calcio. Tra l’altro era quello che volevamo fare da sempre anche perchè siamo nati cosi. La trasmissione di calcio era una trasmissione particolare. Ho apprezzato la reazione dal mondo del calcio che normalmente non ama ridere su di se.

Giorgio: in effetti erano contenti..beh a parte due o tre!

 

E il passo verso i reality?

Marco: coi diritti sul calcio abbiamo dovuto cambiare. Una delle cose che abbiamo visto poteva funzionare era commentare i partecipanti ai reality e soprattutto al Grande Fratello, che come struttura si presta molto ad essere preso in giro. Oltre perchè entrano dei deficienti anche perchè se inquadri della gente ventiquattro ore al giorno, diciamo che è normale che vengano fuori siparietti divertenti.

 

Come mai i reality hanno questo successo?Perchè ci rispecchiamo nelle persone o perchè al contario ci piace ridere di loro, dei loro difetti?

Marco: la tv non fa vedere molto altro, la gente si abitua a tutto, ed essendoci solo questo.. perchè poi anche li è un’altalena.

Giorgio: ogni anno dicono che è l’ultimo più o meno dalla seconda edizione, ed è ancora in onda! Più che altro nessuno si inventa nulla di nuovo, finchè funzionano li faranno.

Marco: ha ragione Giorgio, un pò tutte le componenti: è difficile inventare qualcosa di nuovo, molto è già stato fatto, e poi perchè non c’è neanche la voglia di provare. E’ molto più comodo prendere dei prodotti dall’estero, parlo della dirigenza sia di Mediaset che della Rai,e comprare il format così hai più o meno la certezza che vadano bene.

 

Meglio radio o tv?

Marco:Io, la radio.

Giorgio:la radio, molto più divertente...

Marco: è più vera non c’è paragone, ma i compensi sono diversi! E poi comunque il passaggio è normale, anche perchè noi facciamo una cosa un pò strana: la radio in televisione.

 

Anche voi, come fanno alcuni, andate verso la direzione del “non sense”?

Marco: in realtà poco ormai abbiamo molto full sense

Giorgio: è più non sense la realtà di ciò che facciamo poi noi. Cerchiamo di dare sense al non sense, che non so cosa voglia dire però è una bella frase!

 

Com’è cambiata la comicità?

 

Marco: in realtà è ciclica. Dipende dal periodo storico e da quante cose comiche ci sono in giro.

Giorgio: ormai chiunque ha uno sketch da cinque minuti viene preso e gli fanno fare venti puntate

Marco: e poi gli fanno fare anche gli inserti dei giornali, lo vedi ovunque ci sono stati degli anni in cui mai dire gol era particolarmente importante perchè era più o meno l’unica trasmissione comica e da mai dire gol ci passavano tutti adesso ce ne sono cinquemila da Colorado a Zelig, e anche sulla Rai...

 

Per Sanremo?

Marco: la lista dei cantanti l’ho vista ieri, però sai finchè non vedi come è strutturato il Festival...noi lo commenteremo in radio, in realtà sarà divertente come sempre .

 

Torniamo a parlare del programma del lunedì? Non ci saranno parodie come Sensualità a corte, L'ottavo sigillo, i trailer?

Giorgio: nelle serate del lunedì no, ma ci saranno nel programma del martedì che inizierà a fine febbraio e durerà due ore, dalle dieci a mezzanotte. Lì ci saranno filmati e parodie del Grande Fratello, ma ci sarà anche altro e soprattutto ci sarà Forest. Si chiamerà Mai dire grande fratello show.

 

Facendo un riferimento personale, come mai la scelta di avere nei programmi le Letteronze?

Marco: L’idea di avere le ragazze in studio nasce da una casuale “ospitata” delle Letterine in una nostra puntata. Ciò aveva generato un tale clima di entusiasmo e di ilarità per cui uno dei nostri autori preferiti Walter Fontana ha detto una frase, tra l’altro di tragica attualità: “ho capito come risolvere il problema tra Israele e Palestina. Mandiamo le Letterine alla Striscia di Gaza!”. Da lì ci è venuto in mente di avere le Letteronze. Le abbiamo abbandonate alla loro sorte tragica qualche anno fa, a malincuore, perchè ci siamo accorti che gli spunti venivano a meno. Avevamo bisogno di rinnovare, di fare qualcosa di diverso.

 

L’intervista è quasi conclusa, quando Il signor Carlo, finalmente appende la cornetta del telefono...

 

Signor Carlo una parola: Chi cambia canale è?

Carlo: “Chi cambia canale è un truffaldino!”.

 

(Gloria Anselmi)

 

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