BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TV/ Switch off: parte la sfida digitale. Chi vincerà tra Mediaset e Sky?

Pubblicazione:

monoscopio_R375.jpg

Dodici mesi fa Mediaset Premium Gallery si è arricchita di tre nuovi canali, Joi, Mya e Steel, che hanno reso molto più appetibile l’offerta del digitale terrestre (dtt) rispetto a Sky, la tv satellitare a pagamento, che resta ancora in forte vantaggio nelle scelte degli italiani. Quasi un anno è trascorso dalla famosa conferenza di Montecarlo, nella quale Pier Silvio Berlusconi annunciava l’evoluzione dell’offerta Mediaset ma il 2008 sarà ricordato come quello della svolta. Quello, per intenderci, dello spegnimento del segnale analogico in Sardegna, avvenuto il 31 ottobre e che porterà l’intero Paese a un cambiamento epocale con un passaggio graduale, regione per regione, alle trasmissioni digitali in chiaro, non criptate, e a pagamento per l’offerta di palinsesti premium. Il passaggio si concluderà nel 2012, ma entro fine 2010 in gran parte del territorio nazionale la vecchia tv analogica non si potrà vedere più. Dopo la Sardegna, il passaggio dall’analogico al digitale coinvolgerà altre quattro regioni: in Valle d’Aosta si schiaccerà l’interruttore tra l’11 e il 22 maggio; a luglio toccherà al Piemonte occidentale; in autunno in Trentino (inclusa la provincia di Belluno); e tra novembre e dicembre nel Lazio e in Campania.

 

Switch off che saranno anticipati da altrettanti switch over (step intermedi che prevedono in queste quattro regioni lo spegnimento solo di RaiDue e ReteQuattro): il 16 febbraio si procederà in 104 comuni della provincia di Trento e in 12 comuni delle province limitrofe; il 21 aprile toccherà alle province di Torino e Cuneo; il 16 giugno basta Rai 2 e Rete 4 nel Lazio; il 15 settembre stessa procedura in Campania. Tra dodici mesi, dunque, circa 20 milioni d’italiani (considerando anche la Sardegna) avranno in casa la tv digitale terrestre. Un enorme parco clienti per pay tv e pay per view nel quale, ad oggi, attingerà solo Mediaset.

 

Per questo nelle prossime settimane tutti i broadcaster affileranno le armi per prepararsi alla nuova era digitale. Il futuro è la guerra delle piattaforme, da combattere a colpi di tesserine e ricchi bouquet. Una guerra cruenta, della quale si è avuto un piccolo assaggio con la battaglia dell’iva. A combatterla soprattutto Mediaset, Sky e Rai. Il servizio pubblico cercherà di stare sul mercato offrendo free contenuti pregiati come i grandi eventi sportivi, fiction di richiamo e il grande intrattenimento. Mediaset, sempre più pronta ad attingere da library e factory fatte in casa, non mollerà il core business della generalista, ma contemporaneamente spingerà sull’acceleratore della tv Premium, quella delle tesserine. A Sky, infine, il compito di offrire il prodotto più prelibato. Decine di canali con offerta tematica a 360 gradi, alta definizione e interattività. Una guerra che prima di cominciare ha fatto morti e feriti. La7 è agonizzante e Telecom perde (e vende) pezzi; le tv locali non sembrano avere margini di crescita; la Iptv, la tv via internet, sembra rimasta nei cavi del telefono: in Italia la vedono in appena 600 mila persone.

 

Secondo molti analisti, potrebbe essere l’Hdtv uno dei plus del digitale terrestre. Ma come crescerà l’offerta in alta definizione di Sky, che al momento è l’unica piattaforma a proporre un numero sensibile di canali in questo standard? La tv satellitare a pagamento ha dimostrato fin qui di credere molto nell’offerta in alta definizione e da giugno ha messo a punto una politica commerciale che incentiva il passaggio dei propri 4,5 milioni di utenti al consumo di programmi nella nuova tecnologia, rendendo gratuita la visione a chi è già abbonato ad almeno due pacchetti della piattaforma. In questo momento Sky propone sei canali in alta definizione: Cinema Hd, Sport Hd 1, Sport Hd 2, Next:Hd, National Geographic channel, Eurosport Hd. Non è da escludere che il prossimo canale in alta definizione possa essere targato Mtv, visto che il network della musica e dei giovani ha già fatto partire una proposta di questo tipo nel Regno Unito e in qualche paese dell’est Europa.

 

Scavalcata da Sky sull’innovazione, Mediaste sta preparando uno sbarco sul satellite con il consorzio Tivù e ora ha appena pianificato un futuro in alta definizione per una fetta importante della propria proposta in digitale terrestre. In Sardegna, che dal 31 ottobre scorso è “all digital”, sono già partite le sperimentazioni delle trasmissioni di massima qualità che per adesso coinvolgono solo Rete 4. Ma nei progetti del gruppo sono destinate a trasmettere in Hd entro il 2012 le tre ammiraglie: Canale 5, Rete 4, Italia Uno. Non viene invece per il momento presa in considerazione l'ipotesi di utilizzare la capacità del satellite, su cui si prevede di sbarcare nel 2009 assieme a Rai e Telecom con l'offerta free, per distribuire in Hd i canali di Mediaset Premium.

 

In casa Rai, infine, sarebbero al momento prese in considerazione due ipotesi: la prima, in linea con la scelta di Mediaset, prevede il passaggio all’Hd delle tre reti principali; la seconda ipotizza invece di trasmettere in alta definizione con un canale in grado di ospitare le produzioni Rai di questo tipo che, a partire da quelle sportive, dovranno diventare sempre più numerose.

 

Motivi per passare subito al digitale terrestre ce ne sono più di uno: a iniziare dai canali aggiuntivi a pagamento e gratuiti per finire con una migliore qualità audio e video. Tra i vantaggi della tecnologia “numerica” vi è la possibilità di trasmettere più programmi su un unico canale e così ci sono canali all-news, specializzati in cartoni animati come Boing, il nuovo Rai4. Per passare al dtt non occorre cambiare televisore. Il vecchio apparecchio può essere usato ancora per anni, basta aggiungere un decoder esterno. Il costo è contenuto in genere sotto i cento euro, fatti salvi contributi statali come quelli attualmente erogati in Sardegna. Per ricevere il segnale digitale non occorre un impianto di antenna nuova. In teoria basta collegare la vecchia presa ma spesso occorre affidarsi alle cure di un antennista per adeguare l’impianto e metterlo a punto, magari cambiando i cavi e mettendo un’antenna nuova.

 

Il decoder per poter usufruire dei servizi a pagamento deve essere dotato di uno slot per smart card, ovvero di una fessura dove inserire una schedina con microchip che abilita la decodifica dei segnali scalando l'importo da un borsellino elettronico simile a quello delle schede dei telefonini.

 

Se si decide di comprare un nuovo televisore è fondamentale che questo abbia almeno il decoder per il digitale terrestre in chiaro, ma sarebbe meglio che avesse anche la predisposizione per inserire un modulo opzionale (detto Cam) in grado di leggere le smart card e abilitare i servizi a pagamento.

 

Al fine di garantire i consumatori, il consorzio Dgtvi, ha “inventato” due bollini: quello blu e quello bianco. Il primo identifica i decoder pronti per i servizi a pagamento (basta inserire la scheda) e il secondo indica i televisori che muniti di un sintonizzatore digitale possono essere accessoriati con il modulo Cam per leggere le tessere dei servizi.

 

In questo modo ci si mette al riparo da spese aggiuntive, cavi da collegare e altre seccature. La sfida è appena cominciata, a ciascuno i propri canali e la propria tecnologia. E buona visione a tutti!

 

Marino Petrelli



© Riproduzione Riservata.