BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA PRIMA LINEA/ Il terrorismo di De Maria con Scamarcio e la Mezzogiorno e il difficile giudizio su anni mai del tutto tramontati

Pubblicazione:

primalineascenaR375_18nov09.jpg

Ciò detto passiamo al lungometraggio. Se uno dei termini di paragone utilizzato dallo stesso regista è “Buongiorno Notte” di Bellocchio le speranze di vedere un buon film si assottigliano vertiginosamente. La piacevole sorpresa è che il prodotto risulta assai migliore di questa fonte ispiratrice. Forse lo stesso De Maria non se ne rende conto oppure le sue dichiarazioni sono da iscrivere all’interno della pratica cavalleresca in uso fra gli artisti della cinepresa. Fatto sta che in tale affermazione risiede anche la presa di distanza dal caso Moro. Dice infatti De Maria di aver voluto spostare l’attenzione dai drammatici giorni di quell’efferato omicidio per focalizzarla sul contorno storico, verso quelle «migliaia di terroristi e decine di migliaia di fiancheggiatori, la maggior parte, oltre il 65 per cento, abbondantemente sotto i trenta, parecchi addirittura sotto i vent’anni».

Ci convince l’intreccio formato dalla cornice, la storia dell’evasione di Susanna Ronconi dal carcere di Rovigo organizzata da Segio, che fa da sfondo ai numerosi flashback mediante i quali si ricostruiscono le vicende del movimento dai cortei in università fino alla spirale di sangue. Un po’ meno ci convincono i dialoghi con qualche scivolone “giovanilista” del tutto inadatto alla seriosità ideologica del tempo, ma forse funzionale a rendere umano il clima della compagnia. E proprio qui sta la nota dolente: sarebbe stato interessante approfondire forse un po’ di più i risvolti psicologici dei componenti, anziché lasciare spazio a giudizi un po’ freddi e superficiali sui loro misfatti. Sì, Segio/Scamarcio si rende conto del rischio di perdere la propria umanità, ma non è chiaro quale sia la leva di questa presa di coscienza. La famiglia di operai “casa e chiesa”? Mah.

Da questo punto di vista “La Meglio Gioventù” di Marco Tullio Giordana è un’opera di molte spanne superiore.

 

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO “>>” QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >