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NEW MOON/ Tutti i numeri del film con Robert Pattinson e Kristen Stewart: un successo il secondo capitolo di Twilight

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Facile quindi aspettarsi non solo da New Moon ma anche dai prossimi due film il rischio da una parte dell’eccessiva lunghezza del film, dall’altra di non essere riusciti bene, nel tentativo di condensare la storia del romanzo in un film, tutte le “leggi” e le complicazioni di cui sopra.

 

Per questi motivi, rispetto a Twilight, New Moon ha perso in ironia e ritmo. “Colpa” di una sceneggiatura (opera, come in Twilight, di Melissa Rosenberg, molto più efficace nel film precedente) che nel tentativo, come spiegavamo, di concentrare l’essenza del romanzo, si è forse troppo focalizzata sui tormenti amorosi (per altro banalizzando un po’ i dialoghi), tralasciando la spiegazione di certi aspetti del mondo dei licantropi (e dei vampiri) e soprattutto perdendo molto per strada l’ironia. Affidata ai personaggi minori, come Mike e Jessica.

 

Gli stessi Stewart, Pattinson e Lautner, imbrigliati da quella sceneggiatura e da un ritmo volutamente lento ed enfatico dato da Weitz al film (lunghe e statiche inquadrature sui loro volti tormentati), sembrano essere meno a loro agio nei panni dei loro personaggi. Che in alcuni frangenti risultano, ahimé, involontariamente comici: va bene che era lecito che regista e realizzatori vari del film sfruttassero il sex-appeal di Lautner e Pattinson (che ormai scatenano tempeste ormonali globali anche solo con un’alzata di sopracciglio), ma indugiare su alcune loro prestazioni (Jacob che si toglie la maglietta per curare una ferita di Bella con inquadratura celebrativa dal basso all’alto e un po’ troppo tempo speso a onorare l’ingresso in scena, al ralenty, di Pattinson) li ha un po’ ridicolizzati.

 

Il budget a disposizione di Weitz, divenuto considerevole rispetto a Twilight grazie al successo di quest’ultimo, è stato impiegato principalmente per gli effetti speciali (i giganteschi lupi in cui si trasformano Jacob e i suoi amici) e nella trasferta di lusso in Toscana per una delle scene finali del film. Ma anche in questo caso questi due elementi, invece di rappresentare un plus per il fim,l hanno finito per appesantirlo e rallentarlo (a onor del vero, però, la scena di massa a Montepulciano, alias Volterra, è almeno esteticamente una delle più belle di tutto il film).

 

Del pacchetto “enfasi esagerata” fa parte anche una colonna sonora molto meno accattivante rispetto a quella di Twilight.

 

Insomma, la saga è rimandata a giugno, quando vedremo come se l’è cavata David Slade con Eclipse: vedremo cioè se il successo (già da ora prevedibile anche per quel capitolo) oltre ad essere scontato sarà anche meritato.



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