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CINEMA/ Italians: Castellitto, Scamarcio e Verdone davvero come tutti noi italiani?

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Da venerdì 23 gennaio nelle sale italiane è arrivato Italians, il film dalla regia di Giovanni Veronesi che racconta, nella forma della commedia, i vizi e le abitudini non sempre “nobili” dei turisti italiani in viaggio all’estero, dall’oriente alla Russia. Non a caso il sottotitolo è “Ci facciamo sempre riconoscere”, come a sottolineare delle consuetudini a cui i connazionali sarebbero ormai avvezzi, sarà vero o è ormai uno stereotipo già visto?

 

Il film si compone di un cast di tutto rispetto suddiviso in due episodi separati. Nel primo vediamo all’opera Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio che guidano un camion con Ferrari rubate da esportare a Dubai. Ovviamente il lungo viaggio non sarà liscio e regolare ma costellato da sorprese e disavventure dal sapore umoristico e del tutto inaspettate attraverso il deserto e l’incontro con paesaggi, culture e persone diverse e contrastanti.

 

Nella seconda parte troviamo invece Carlo Verdone nei panni di uno stimato dentista romano che si reca senza troppa voglia a un congresso in quel di San Pietroburgo, dove però da un amico viene messo in contatto con un improbabile ragazzotto italiano (interpretato da Dario Bandiera) che organizza viaggi di lusso a sfondo sessuale. Sarà proprio il personaggio impersonato da Bandiera a lanciare il dentista in nuove “esperienze” in cui Verdone sarà il protagonista di scene di indiscussa comicità.

 

Il finale delle due storie? Tutto da scoprire, la critica è stata alquanto severa giudicandolo troppo buonista e forzatamente positivo, quando invece il naturale esito di vicende torbide come quelle narrate dovrebbe essere tutt’altro che lieto. Assistiamo invece a un’iperbole di umanità e comprensione finali, forse fuori luogo, o perlomeno discutibili.

 

È comunque interessante l’esperimento messo in atto dal regista Veronesi: guardare da vicino quelli che potrebbero essere alcuni esempi di italiani in “gita” per il mondo e analizzarne i comportamenti per cui molto spesso all’estero ci deridono e ci snobbano. Non a caso la pellicola si apre con una frase del New York Times che recita così “Gli italiani sono il popolo che suona di più di tutti al metal detector”.

E allora resta in bocca una domanda: siamo davvero tutti e sempre così, noi italiani?

 

(Marco Fattorini)

 

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