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CINEMA/ La Matassa: Ficarra e Picone litigano per l'eredità con ironia e realismo

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Da alcune settimane è arrivato nelle sale italiane La matassa, film diretto e interpretato dal duo comico Ficarra e Picone. Gli attuali conduttori di Striscia la Notizia sono tornati sul grande schermo dopo l’esperienza de Il 7 e l’8 proponendo una storia, rigorosamente in salsa sicula, di litigi e tensioni interfamiliari alla base dei quali vi sono denaro ed eredità.

Nel film, ambientato in una caotica quanto suggestiva Catania, Ficarra e Picone sono due cugini ormai adulti e lontani nei rapporti quanto nella frequentazione reciproca. La colpa è dei dissidi familiari tra i loro genitori che litigarono per un albergo di famiglia ed alcuni prestiti che portarono alla rottura tra i rapporti, fino a quel momento molto gioviali, tra i due nuclei e dunque anche tra i cuginetti fino ad allora assidui compagni di giochi.

Alla morte dei padri, i due cugini, ormai cresciuti, si ritrovano ad ereditare quelli che sono i vecchi attriti e le magagne familiari, oltre ad una scomoda quanto complessa eredità materiale costituita dall’Albergo Geraci, luogo simbolo del film, entro e fuori dal quale avviene gran parte delle azioni e delle sequenze. Ficarra, che nel film interpreta il ruolo di un fantasioso impresario venditore di mariti anziani e malati a giovani extracomunitarie in cerca di permessi e cittadinanze facili, è un classico furbetto, anche e soprattutto ai danni del cugino buono e tontolone impersonato da Picone, ingenuo ereditiere dell’albergo familiare e ipocondriaco fino all’osso.

 

La trama si snoda attraverso una serie di rocambolesche avventure e scenette che al centro vedono il riavvicinamento, brusco e non certo semplice, tra i due cugini ritrovati che dovranno affrontare i problemi di un’eredità che scotta, un albergo in decadenza e in più una cosca mafiosa che pretende il pizzo per la prosecuzione dell’attività. Il tutto avviene con una buona dose di ironia e confusione, coinvolgendo le vie e i quartieri di Catania, fino alle strade della “China town” catanese dove risiede un ristoratore cinese che diventa un po’ il confidente per i due cugini, continuamente confusi e in balia di eventi più grandi di loro.

Durante il dipanarsi di questa intricatissima matassa, che solo alla fine sarà sciolta, spicca la figura senz’altro positiva e incoraggiante di Don Gino (interpretato da Pino Caruso), sacerdote “di famiglia”, un sano punto di riferimento per i protagonisti del film che grazie al prete riescono a capirsi meglio e a raggiungere una pace familiare da troppo tempo mancante.

 

Non è certo il film dell’anno ma non è nemmeno da considerarsi una pellicola degna di sola comicità: Salvo Ficarra e Valentino Picone sanno far ridere ma hanno dimostrato anche una bella prova nel proporre una vicenda umana e familiare piuttosto realistica e costellata di passioni, risentimenti, errori e affetti. Alla base di La Matassa ritroviamo una storia comunque verosimile e degna di essere raccontata con una buona dose di sarcasmo e umorismo che vanno a pungere proprio lì dove noi italiani spesso pecchiamo di orgoglio e presunzione.

 

(Marco Fattorini)

 

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