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L'INTERVISTA/ Carlo Lucarelli: ecco la mia Italia dei misteri

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Lui è Carlo Lucarelli, nato a Parma il 26 ottobre 1960, scrittore, conduttore televisivo, sceneggiatore e giornalista. Il suo esordio letterario avviene con il giallo Carta bianca del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere oer il quale è conosciuto anche all'estero. Tra gli altri ricordiamo "Almost blue" suo bestseller da cui è stato tratto anche un film e un romanzo giallo -noir Laura di Rimini (2001): Ha collaborato con Dario Argento alla sceneggiatura del film Non ho sonno (2001). Scrive anche per diversi giornali e riviste ed ha vinto numerosi premi letterari. Si è occupato di molteplici attività: per la televisione è stato autore di un programma condotto da Adriano Celentano, conduttore del programma Blu notte- Misteri Italiani dal 1998 e per il fumetto ha firmato il soggetto del numero 153 di Dylan Dog (La strada verso il nulla). Ha poi fondato "Gruppo 13" un'associazione di scrittori di romanzi gialli della Romagna e cura la rivista telematica "Incubatoio 16". Insegna anche scrittura creativa alla scuola Holden di Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova. Nel 2006 ha ideato la fiction diretta dai fratelli Manetti (L'ispettore Coliandro). Nel 2008 è in onda una serie di quattro film tratti dai rpmanzi del commissario De Luca. Nel 2008 è uscito per Einaudi il romanzo storico "L'ottava vibrazione".

 

I racconti gotici e i romanzi gialli ultimamente stanno appassionando molto i lettori. Come spiega questo? E' frutto della suggestione dei fatti di cronaca nera oppure esiste una "scuola" di autori del giallo che scrive in maniera accattivante e avvincente?

 

Non è una cosa nuova. E' successo da vent'anni. Del resto ci sono molti autori italiani bravi. E poi il noir si è messo recentemente a raccontare delle storie interessanti. Si può proprio dire che esiste una "scuola" di autori del giallo. Anche se è vero che talvolta i fatti di attualità aiutano a rendere popolare sia il giallo che il noir.

 

Lei ha condotto e scritto Blu Notte - Misteri Italiani dedicando un a puntata a Tangentopoli. In queste ore sta facendo notizia il nuovo arresto di Mario Chiesa. Pensa che se si dovesse andare avanti con l'inchiesta, si tornerebbe allo stesso forte impatto mediatico del 1992?

 

In realtà Tamgentopoli non è mai finita, perché le tangenti non sono mai finite. Comunque non penso che si tornerà a un forte impatto mediatico come quello del 1992.

 

Dal processo Cusani in poi le telecamere hanno fatto il loro ingresso nelle aule di tribunali. Pensa che la spettacolarizzazione dei processi come è avvenuto nel caso di Novi Ligure e Cogne e come sta avvenendo per i delitti di Perugia e Garlasco possa in qualche modo influenzare il comportamento in Aula di accusa e difesa?

 

Certo la spettacolarizzazione non è positiva, mentre l'informazione dei fatti è un fatto assolutamente positivo. Sicuramente poi in questo tipo di processi la difesa è aiutata. Ormai i processi si vincono e si perdono nelle Aule di giustizia.

 

Recentemente è stata riaperta l'inchiesta sulla morte di Pasolini, per accertare se esista un collegamento tra l'assassinio dello scrittore e quelli di Mattei e De Mauro. Cosa pensa della correlazione tra Petrolio, il romanzo incompiuto di Pasolini e il delitto Mattei?

 

E' una delle ipotesi che ci sia un collegamento. Comunque l'indagine è stata appena riaperta.Aspettiamo a dare dei giudizi e delle risposte affrettate.

 

Ci può fare qualche anticipazione della prossima edizione di Blu Notte - Misteri Italiani?

 

Faremo dei servizi e delle puntate sul traffico di rifiuti e sul Clan dei Casalesi, legato alla Camorra. E poi preferirei non anticipare altre cose, perché vorrei lasciare un po' di suspense negli spettatori. Di certo preferiamo rimanere sempre nell'ambito italiano, anche per una questione concreta, come il recupero di documenti e di carte processuali.

 

La televisione d a un vasto repertorio di serie tv che parlano di crimine. Dall'americana C.S.I alle italiane R.I.S, Ispettore Coliandro e altre e numerose trasmissioni che affrontano in maniera approfondita fatti di cronaca nera. Pensa che la televisione, fatta salva la funzione informativa che giustamente svolge, possa avere un'influenza negativa?

 

No non penso che ha un'influenza negativa. Piuttosto è indispensabile avere sempre delle idee e talvolta queste mancano. Allora viene fuori la funzione inutile della tv: Quindi è vero che prima di lanciare e costruire delle serie è indispensabile avere dei contenuti interessanti.

 

Lei si è occupato di numerose attività, dalla scrittura di romanzi alla conduzione televisiva, al lavoro di autore. Cosa vuol dire per lei creatività?

 

La creatività te la porti dentro. E' quella che rende piacevoli certi libri. Quella che può portare a un capolavoro. Ci sono geni letterari che inventano un filone letterario. Come è stato il caso di Harry Potter che nel nel suo genere è un capolavoro. Comunque la creatività c'è sempre. Non conta il mezzo di scrittura, dalla macchina da scrivere, al computer. Fin dai tempi di Omero. E' un dna che appunto fa parte dell'animo di ogni persona. Io ho cominciato leggendo i romanzi di Giorgio Scerbanenco e poi ho tirato fuori nel corso del tempo il mio talento letterario.

 

Non pensa che talvolta verso gli scrittori di noir e giallo ci sia del pregiudizio? Le piacerebbe ad esempio vincere il Nobel come scrittore noir?

 

Si talvolta c'è un po' di pregiudizio, come se non fossero dei veri scrittori. Penso che comunque a poco a poco le cose stanno cambiando. Come nel cinema Hitchcock non ha ricevuto l'Oscar, ma poi adesso tutto sta mutando, così magari un giorno anche uno scrittore noir riceverà il Nobel. E' normale che sarei contento di ricevere un'onorificenza così prestigiosa.

 

Cosa ci vuole per fare grande uno scrittore?

 

Ci vuole passione e talento, qualcosa che è nel dna di un vero scrittore. Bisogna avere questo amore profondo. per la scrittura. E' questo che cerco di insegnare sempre agli studenti della Scuola Holden di Torino che vogliono diventare scrittori.

 

E nel panorama internazionale della letteratura dove vede le novità più interessanti?

 

Mi sembra che ci sia un grande fermento culturale in tutta l'area del Mediterraneo, in Spagna, in Africa del Nord. E' da lì che vengono le cose più interessanti.

 

Dove vorrebbe ambientare il suo prossimo romanzo?

 

Sicuramente nel passato, magari nell'Italia coloniale. In Etiopia in particolare. E' lì che potrei scrivere una storia interessante, perché è un periodo storico ricco di suggestioni e di fascino.

 

(Franco Vittadini)



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