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STAGIONE TV 2008-2009/ 2. Le pagelle all'informazione: promossi Matrix, Porta a Porta e Terra. Qualche Tg insufficiente

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"Lo hanno detto al telegiornale!", questa frase tipica degli anni ‘70/80 ormai non viene detta da nessuno, con la globalizzazione dovuta ad internet, in tempo reale si possono avere notizie e filmati da ogni parte del mondo. Non si attende perciò più l’ora fatidica dei telegiornali, ma si continua a guardarli soprattutto per abitudine. Se guardate il TG5 delle 20,00, provate a fare un ping pong con il TG1 e vedrete che l’ordine dei servizi, la scaletta, è pressoché identica. Le notizie sono quelle direte voi, ma non sarebbe sconvolgente scoprire che i direttori delle due testate in passato l’abbiano concordata insieme, è successo nella carta stampata….

Ormai le notizie che prevalgono sono quelle di cronaca nera, di politica e leggere (film, musica, moda, etc). Con la cronaca nera c’è spesso un uso pesante dei particolari sanguinolenti, basta pensare a Cogne e Garlasco, troppa morbosità, mentre le notizie politiche sono inguardabili a causa del panino imbottito dovuto alla par-condicio. Bisognerebbe mettere il bollino rosso di vietato ai minori su molte edizioni.

 

TG1 (voto 6,5). Dovrebbe essere storicamente il più autorevole, ma non lo è, e spesso non approfondisce le notizie. C’è troppo spazio alla nota politica. Il direttore Gianni Riotta si è dimesso per andare al giornale dei padroni: ma come un compagno alla corte di Confindustria? A dir la verità in maniche di camicia, botton-down, bianca, sembrava un ex veltroniano a cui hanno rubato la giacca. Speriamo in Minzolini.

 

TG5 (voto 6). Troppo simile alla concorrenza, e nel finale è troppo leggero con notizie banali. Per fortuna Clemente Mimun (voto5) non va più in video, aveva l’aria del tricheco, voleva però andare a Rai2, ma per ora resta fermo a Mediaset.

 

TG2 (voto 7). Mauro Mazza ha fatto del suo meglio, un tg veloce ma allo stesso tempo con alcuni approfondimenti, senza copiare la scaletta degli altri. Nonostante il direttore fosse in quota politica alla destra, è stato il più equilibrato di tutti.

 

Studio Aperto (voto 6). Il sei è per lo sforzo, il direttore Giorgio Mulè ha ridato una linea più seria al tg, non come il periodo di Mario Giordano (voto 4) dove si passava da Cogne al Gieffe, poi a Garlasco e successivamente alle letteronze. Aveva buoni ascolti ma era inattendibile. C’è una credibilità che si sta ricostruendo pian piano.

 

TG3 (voto 5). Troppo fazioso, assomiglia a il giornale la Repubblica, spesso il suo direttore Antonio Di Bella si dimentica di lavorare per il servizio pubblico. L’edizione notturna mi sembra invece un grande spreco di denari.

 

TG4 (voto 4). Emilio Fede vuol morire in diretta, visto che non abbandona la conduzione e non vuole sapere di fare il deputato. Meglio tutti i giorni il faccione in tv che una vita da peones al Parlamento. Jurassiko.

 

Passiamo ora alle trasmissione di approfondimento giornalistico.

 

Matrix (voto 7). Mentana si è costruito pian piano un talk giornalistico che dal nulla è arrivato alla media del 16,80% contro il 17,13% del concorrente Vespa. Ha esagerato con la nera. Peccato per le modalità dell’uscita di scena di Enrico-mitraglia, sarebbe stato doveroso fermare il GF anche senza che Matrix andasse in onda. Dimessosi come direttore editoriale è stato reintegrato come conduttore della trasmissione ma proprio ieri la querelle si è conclusa in maniera consensuale tra le parti. A farne le spese è stata la trasmissione e il nuovo conduttore prestato a tempo dalla CNN, Alessio Vinci, troppo americano il suo modo di fare, anche se ce la sta mettendo tutta. Vedremo se resterà.

 

Porta a Porta (voto 6,5). La terza camera parlamentare nonostante le disavventure di Matrix, ha esagerato nella spettacolarizzazione dei fatti di sangue (vi ricordate il plastico di Cogne?), del terremoto e del gossip di Berlusconi. Vespa alterna poi trasmissioni con a tema le diete ed altre leggerezze simili. Sta perdendo credibilità. La trasmissione ha assorbito i nei del conduttore.

 

AnnoZero (voto 5). Qui non si salva nessuno nonostante i buoni ascolti: Santoro (voto 4), è un gran volpone, intelligente e capace, ma appare quasi sempre con la bile che gli esce dalla bocca. Travaglio (voto 4), sopravvalutato è invece scarso e per niente originale. Ha l’aria perenne del questurino . Vauro (voto 4) con il terremoto ha raggiunto l’apice della nefandezza. La trasmissione in sé, come struttura non sarebbe male, ma l’odio verso Berlusconi ed il centro-destra trasuda dai pori dei tre citati. Troppo livore incita la violenza. Black block

 

Ballarò (voto 5). Quando qui si alza la voce gli ascolti salgono. Il conduttore Floris (voto 6) è un fazioso raffinato con il look alla Riotta, ma con la giacca. Sembra un professorino che cerca d’incanalare il discorso dove vuole lui, ma non essendo guappo come Santoro, spesso ha la peggio. La comicità iniziale di Crozza lascia a molto desiderare. Incompiuti

 

Tetris (voto 5). Luca Telese non mi dispiace come scrive su il Giornale, mentre nella conduzione è un po’ latitante, ed un po’ troppo romano. Da neofito ha capito che la rissa paga e l’ha subito usata. Modaiolo

 

Terra! (voto 7,5). Tony Capuozzo si merita un bel voto come la trasmissione, è uno dei pochi giornalisti veri che esistono, che raccontano la realtà senza infarcirla di ideologia. Al direttore di Canale 5 (ma chi è?) un bel quattro (4) per l’orario nottambulo di programmazione.



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