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NEW MOON/ Da Twilight a Uomini che odiano le donne: da un grande libro scaturisce sempre un grande film?

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“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…”, dice il replicante interpretato da Rutger Hauer ad Harrison Ford in Blade Runner. La mia generazione è cresciuta nel culto di film così e di questo in particolare (tratto dallo straordinario libro di Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?) e dunque non è certo una novità scoprire che nella fantasy, nel giallo, nell’horror spopolano i film ispirati dai libri. A Montepulciano (provincia di Siena, Italia) hanno appena finito di girare New Moon, seguito di Twilight, la grande saga romanzesca che è andata fortissima fra i teenager di mezzo mondo. Un trailer di New Moon è stato appena mostrato agli Mtv movie awards, dove si è anche visto qualcosa del prossimo Harry Potter.

Mentre nelle sale italiane va benissimo Angeli e demoni ed è appena uscito Uomini che odiano le donne, tratto dai best seller di Stieg Larsson.

 

Una tendenza certo, anzi ormai proprio un genere. Ma è sempre detto che da un grande libro scaturisca un grande film? Quantomeno in termini di popolarità? Non è così facile, sennò Hollywood non avrebbe che da mettere in scena le cose migliori e più vendute nel mondo…

Prendiamo subito il fenomeno Twilight. Lo si voglia o no, nei quattro romanzi già usciti c’è qualcosa di grande, non riducibile al fenomeno di cassetta. Nel primo film tratto dalla saga la luce di un’apertura all’infinito, di una domanda, di un qualcosa che vada oltre il materialismo neo nichilista dei nostri tempi che pure è presente nei romanzi è completamente censurata. La metafora vampiresca (che ha una sua possibile versione “alta”, quasi dongiovannesca, dell’amore come possesso e quindi come domanda di gratuità) è ridotta ad un banale fumettone horror.

Sul libro si può discutere, ma c’è qualcosa da salvare, il film invece proprio non merita. Lo stesso New Moon rischia di non avere un destino diverso, se si tiene conto delle polemiche scaturite subito dopo le prime anticipazioni di scene che nella trama del libro non ci sono…

 

Non sempre però la regola vale. Sia la saga del Signore degli anelli, che quella di Harry Potter e soprattutto quella ispirata alle Cronache di Narnia di C:S. Lewis sono esplose al cinema con grande forza, rendendo almeno in parte la forza narrativa e i contenuti dei libri da cui provengono.

 

Ci sono poi bei film tratti da libri mediocri o grandi libri diventati film modesti. Qualche esempio del tutto arbitrario e personale. Il Millionaire è un bellissimo film, forse il migliore dell’anno scorso, mentre è davvero difficile arrivare in fondo al romanzo Le dodici domande di Vikas Swarup, che pure lo ha ispirato. Per andare ad un classico, Pomodori verdi fritti è un film delizioso, il libro da cui viene, mediocre.

D’altra parte Le ceneri di Angela è uno dei migliori romanzi degli ultimi anni, mentre il film è quasi una delusione.

Del resto, sia detto con rispetto, persino il kolossal La Bibbia è inquietante, mentre Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, per rimanere nel genere, è ancora bellissimo oggi dopo tanti anni.

 

C’è poi una terza categoria: i libri-sceneggiatura che diventano bei film. Ci sono libri che non hanno bisogno di una vera messa in scena, o, come si diceva una volta, di riduzione cinematografica. Perché sono già scritti nel modo adatto.

Un esempio luminoso è: Turista per caso, tratto dal bel romanzo di Anne Tyler. Il regista ha seguito il romanzo della poco conosciuta scrittrice americana, come se fosse una sceneggiatura e l’operazione è perfettamente riuscita.

In certo senso, Dan Brown appartiene a quest’ultima categoria. Piaccia o no, i suoi gialli sono scritti come un copione. E funzionano sempre.

 

Per ritornare ai vampiri, da cui abbiamo iniziato parlando della saga di Twilight, non va dimenticato il bellissimo Intervista col vampiro, tratto dal libro omonimo di Anne Rice. Il film di Neil Jordan, oggi in Dvd, resta spettacolare con un malinconico Brad Pitt, una giovanissima Kirsten Dunst, un cattivissimo Tom Cruise e un notevole Antonio Banderas. Lì il tema dell’amore-possesso come gabbia infernale e domanda di infinito è chiarissimo e anticipa tanti temi della saga che oggi spopola.

Ora la scrittrice Anne Rice ha iniziato una serie di libri sulla figura di Gesù Cristo. Riuscirà Hollywood a farne un film? Noi speriamo di sì.



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