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EMMY AWARDS/ Cosa c'entrano i premi americani con la televisione italiana?

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Ai recenti Emmy Awards (i Telegatti – absit iniuria verbis – della televisione americana) fra i vincitori c’è stato un numero significativo di prodotti provenienti dalle cable: miglior serie drama Med men, che racconta le complicate e movimentate vite dei pubblicitari di Manhattan negli anni ’60 (in onda su AMC). Miglior attrice protagonista Glenn Close per Damages in onda su Fx. Miglior attrice non protagonista Toni Collette per United States of Tara, programmata da Showtime, geniale invenzione di Steven Spielberg sviluppata dalla sceneggiatore premio Oscar per Juno, Diablo Cody (a proposito, ecco altri due talenti di non poco conto da aggiungere a quelli già citati…). E cosa c’entra tutto questo con la televisione italiana? Senza la presunzione di fare in queste poche righe un’analisi esaustiva, ci sono alcuni dati che meritano attenzione e fanno riflettere: oltre 4,5 milioni di famiglie abbonate a Sky (oltre 100 canali disponibili). Quasi 4 milioni le famiglie legate a Premium, con la opportunità di accedere a una quantità di canali significativamente superiore a prima. Insomma, come già accade oltreoceano, sempre più persone possono vedere sempre più cose. La visibilità che prima era un dato più o meno scontato oggi è un bene prezioso che i singoli canali devono guadagnarsi con sudore e fatica. La battaglia vera è quella per il tempo delle persone: stabile questo, sempre più numerose le offerte alternative di impegnarlo. E per questo limitarsi alla tattica o a qualche più o meno sapiente manovra di contro programmazione non è più sufficiente. E gli effetti di tutto questo? Più libertà di scelta? Meno selezione all’ingresso e quindi peggioramento del livello qualitativo dei prodotti trasmessi? E’ meglio o peggio? Boh. Quello che sappiamo oggi è che in questa situazione probabilmente c’è spazio per chi ha qualcosa da dire. Magari anche di intelligente. Come diceva Bruce Springsteen iniziando i concerti del Magic Tour: “Is there anybody alive out there?”



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