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EMMY AWARDS/ Cosa c'entrano i premi americani con la televisione italiana?

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Precisi e implacabili nella loro cristallina chiarezza arrivano dagli Stati Uniti i dati degli ascolti televisivi dell’estate appena trascorsa. Certo, il mercato è molto differente: un sistema produttivo ben più sviluppato; risorse maggiori; un “ambiente” tecnologico che rende più flessibile la fruizione dei contenuti televisivi; un contesto competitivo complicato e attori che giocano partite diverse ma convergenti: 4 grandi network (ABC; CBS,NBC e FOX), un network minore (CW), una rete pubblica (PBS) oltre 200 cable network nazionali, più di 1200 stazioni commerciali locali, indipendenti o affiliate ai grandi network. Eppure la sensazione che restituiscono questi dati è interessante anche per noi. Cosa è accaduto?

 

Si è confermato, consolidandosi, un trend già in atto da diverse stagioni: crescono le televisioni a pagamento via cavo e si contraggono gli ascolti dei grandi network. Quando si parla di cable si intendono marchi che ormai sono ben conosciuti e affermati anche al di là della cerchia dei superesperti: HBO (quelli di Sopranos e Sex & the city nel passato; True blood, cult giovanilistico di ispirazione sentimental-vampiresca oggi); Usa Network (Monk e Psych); TNT (“We know drama” il bellissimo payoff del canale, con The closer); Showtime, ABC family, etc etc.

 

Quali le chiavi di successo delle cable? Prodotto esclusivo: per gran parte dei programmi vale la regola che o li vedi lì o non li vedi. Capacità di proporre prodotti nuovi con qualità, quantità e continuità sempre maggiore: in una stagione, l’estate, in cui i network ricorrono con sempre maggiore frequenza a repliche o a esperimenti produttivi a basso costo non ancora rodati a sufficienza, i canali a pagamento si ripresentano con il meglio della propria offerta e hanno buon gioco a guadagnare consensi. Ma anche la continuità e la quantità non sono fattori da trascurare: TNT, la seconda delle grande cable, ha varato tre anni fa un ambizioso progetto: tre serate fatte interamente di autoprodotto inedito dal lunedì al mercoledì.

 

Ed ecco fatto: dopo tre anni obiettivo raggiunto, ascolti incrementati e fatturati in crescita. Importante anche il livello qualitativo: sempre più spesso grandi produttori come Jerry Bruckheimer (CSI, Cold case, Without a trace tanto x citare qualcosa, che firma Dark Blue, poliziesco duro di ambientazione losangelina, uno dei pilastri della programmazione di TNT) o Steve Bochco (creatore di NYPD che firma fra l’altro Raising the bar, originale giudiziario in versione giovanilistica trasmesso da TNT) lavorano per questi canali. Talento, soldi e (forse) un po’ più di libertà creativa. E oltre che in termini di fatturato, i risultati si riscontrano anche da altri punti di vista.

 

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