BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NEWS/ 1. Crollano i giornali, arriva la “bolletta delle notizie”

Pubblicazione:

Giornali_fiammeR375.jpg

Nel secondo trimestre del 2009 i quotidiani di carta negli Stati Uniti hanno visto scendere i profitti del 30,15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e le loro versioni online non stanno meglio, visto che hanno avuto una riduzione della raccolta pubblicitaria del 15,80%. Colpa della crisi e della recessione globale, certo, ma gli esperti concordano nel ritenere che anche quando l’economia si rimetterà in moto, nel settore dei media non ci saranno mai più i soldi di un tempo.

 

D’altronde, basta paragonare i conti del principale gruppo editoriale americano, Gannett, a quelli del principale motore di ricerca online, Google, per capire la situazione: Google ha avuto profitti per 1,4 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2009, mentre Gannett ha fatturato una cifra analoga, 1,4 miliardi di dollari, ma i profitti nello stesso trimestre non hanno superato i 58 milioni di dollari.

 

Dei 25 principali quotidiani americani, 23 quest’anno hanno riportato riduzioni della circolazione di copie comprese tra il 7 e il 20%. Colossi come Tribune Co. (Los Angeles Times, Chicago Tribune) hanno dovuto dichiarare già alla fine del 2008 la bancarotta prevista dal cosiddetto Chapter 11, che permette loro di tentare di riorganizzarsi senza dover soccombere ai debiti. Il New York Times ha dovuto impegnare i “gioielli di famiglia”, primo tra tutti il nuovissimo grattacielo disegnato da Renzo Piano a Manhattan che ospita la redazione, ed è giunto a un passo dal chiudere il Boston Globe, un quotidiano dello stesso gruppo.

 

Eppure i segnali di un cauto ottimismo non mancano. Ma la strada è tutta da inventare e potrebbe passare anche dall’attuazione di una ricetta che farà storcere la bocca a molti: non è escluso che nel giro di poco tempo, insieme all'abbonamento per il cellulare o a quello per la Tv satellitare, ci troveremo a pagare anche una “bolletta delle notizie”.

 

(1- continua)

 

http://blog.marcobardazzi.com



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/09/2009 - Crolla la menzogna. (claudia mazzola)

Volete una notizia cara? Il quotidiano in crisi è quello che non affronta la realtà in verità. Parola di lettore!

 
29/09/2009 - Possiamo arrivare a stampare il "nostro" giornale (ANDREA TESSADRI)

Ho risposto tempo fa ad un articolo di Walter Isaacson (di cui il link http://www.time.com/time/business/article/0,8599,1877191,00.html) che parlava esattamente della bancarotta dei giornali americani e non solo a causa del calo degli inserzionisti. Ne ripropongo un estratto: Credo che oggi la tecnologia possa offrire molto di piu' di un giornale stampato da internet: possiamo arrivare al MIO giornale. Immaginiamo che nei bar o alle fermate del treno o alle edicole, vi sia una macchina in con cui poter stampare solo le notizie a cui siamo interessati e a pagarle poco, meno di un giornale intero. Pensiamo a 4 fogli A3 ripiegati. Immaginiamo anche che l'utente possa esprimere via internet, tramite un portale, il proprio feedback e scegliere i giornalisti, le testate che piu' lo interessano, escludendo altre notizie, e che si aspetta di leggere ad un prossimo accesso alla macchina stampatrice. Se con una semplice smart card l'utente puo' ogni giorno chiedere un giornale che si avvicina sempre di piu' alle sue aspettative, sara' disposto a pagare e ovviamente ricevera' una pubblicita' molto mirata. Si tratta di far nascere una nuova entita': non solo i giornali e i giornalisti, ma piu' una rete di distribuzione di notizie, in cui chi ha piu' merito viene pagato e letto di piu'!

 
29/09/2009 - Giornali in crisi. (Alessandro Sasso)

Il fatto è che le notizie pubblicate sui giornali (di carta o elettronici che siano) più importanti ormai non interessano più a nessuno perchè è lampante che sono tutte manipolate e "quei" giornali sono diventati centrali di propaganda e disinformazione. Esistono ormai siti d'informazione alternativi (e il Sussidiario è uno di questi) che hanno una eccellente capacità di fornire non solo news corrette ma soprattutto analisi delle notizie stesse (che è poi ciò che interessa veramente il vero lettore) basate su un egregio lavoro di ricerca delle fonti, di sintesi delle varie posizioni e infine di commento realmente oggettivo (che può trovare o meno consenso, ma il problema non è questo). La crisi è così concreta e tocca così da vicino la vita delle persone che ormai le balle i giornalisti di certi giornali possono raccontarsele solo fra di loro..... Saluti

 
29/09/2009 - Sussidiario (Dario Morandotti)

Chi ha bisogno di leggere il Corriere od in NY Times da quando c'e' il Sussidiario?