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MIKE BUONGIORNO/ Il "Signor No" di TeleMike racconta chi era il Re dei telequiz

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Ludovico Pellegrini, lo storico Signor No di TeleMike, racconta chi era Mike Buongiorno.

 

Dottor Pellegrini, che uomo era Mike Bongiorno?

Mike era estremamente umano nel modo di gestire, di trattare quelli che lavoravano con lui e nel rispetto che aveva della gente. Non l’ho mai sentito parlare male di un collega e questa, nell’ambito televisivo, è una dote molto rara. Personalmente la fiducia che lui accordava a me, come ai suoi collaboratori, è sempre stata un elemento che mi ha aiutato ad appassionarmi al lavoro che svolgevo in TV e mi è servito a crescere. Mike aveva la grande qualità di riuscire ad alimentare la serenità e quando c’è serenità sul luogo di lavoro si dà il meglio. Questo è forse il ringraziamento più forte che posso tributargli.

 

Che rapporto aveva Mike Bongiorno con la televisione? Era un lupo solitario, è sempre stato isolato nel suo percorso. Seguiva una strada, quella dei quiz, che è molto particolare. L’ha percorsa, l’ha battuta fino a portarla all’importanza che oggi rappresenta nella televisione italiana. Oggi i quiz si sono “aperti” ad altri presentatori, ne sono stati elaborati molti e di vario tipo e adesso continuano alla grande. Ma chi ha segnato il passo è stato Mike. Inoltre per i quiz aveva egli stesso una passione viscerale. In parte perché era fermamente convinto che fossero l’unica cosa che egli sapesse fare in TV. Non era vero, lo ha dimostrato con la sua grande capacità di recitare. Comunque per i quiz nutriva anche una specie di gratitudine perché rappresentavano i format mediante i quali era arrivato al successo partendo letteralmente “dalla strada”.

 

Bongiorno ha raccolto in più di cinquant’anni di televisione un successo straordinario da parte di tutte le generazioni che lo hanno seguito. Qual era il suo “segreto”?

 Anni fa ricevette un “Trofeo” che gli diedero i “fabbricanti di televisori”. Erano gli anni ’50. I fabbricanti si erano riuniti consegnandoli questa specie di premio che recava la scritta «Grazie Mike per avere venduto la televisione agli italiani». Una frase che racconta molto di Bongiorno. Perché a tutti gli effetti era un venditore. Se Lascia o Raddoppia realizzava un ascolto di 100 la settimana dopo Mike portava il risultato a 180 e così via. Queste cifre riguardavano gli abbonati, la gente che vedendolo a casa di amici si abbonava. Dal punto di vista dell’innovazione egli portò moltissime novità. Fu ad esempio il primo a introduttore i video per le domande, a corredare i quiz di sondaggi. Ma la cosa fondamentale era la sua capacità di mettere al centro il concorrente e non il gioco. Rese celebri molti concorrenti ai suoi tempi, proprio perché gli interessava il fattore umano del programma. Oggi invece succede che molti quiz siano più incentrati sulle “domande”, nel senso che sono elaborate in modo tale da risultare affascinanti di per sé.

 

Una passione per le persone e anche per i bambini

 Certamente. L’esperienza che ho fatto con lui a “Bravo Bravissimo”, dove partecipavano bambini di tutto il mondo, fu occasione da un lato di scoprire dei veri bambini prodigio, dall’altro di comprendere la capacità di stupirsi di fronte ai bambini. L’ho compresa guardando la passione che lo stesso Mike aveva nei loro riguardi. Non perdeva un’esecuzione da dietro le quinte.

 

Una delle caratteristiche principali di Mike Bongiorno erano le “gaffe”. Un’espressione autentica o c’era della malizia?

Le gaffe di Mike erano tutte spontanee, erano naturali. Quando le faceva e vedeva poi la reazione del pubblico, le risate, allora ci giocava un po’ maliziosamente. Ma posso garantire, per come l’ho conosciuto, che mai fu affettato nel farle. La gaffe di Mike è per così dire il segno della sua autenticità e uno dei motivi per cui la gente lo amava e lo seguiva era perché capiva la sua genuinità. In privato non era un’altra persona rispetto a quella che appariva in TV. Anche la famosa scena in cui sorprese una concorrente nell’atto di sbirciare i propri appunti durante una domanda, scena della cui autenticità molti dubitarono, fu assolutamente un episodio reale.

 

Dopo la tragica fine di Tortora, la morte di Corrado e ora quella di Mike Bongiorno. È la fine di un’era televisiva. Qual è, se ce ne è uno, l’erede di Mike Bongiorno?

L’erede di Mike Bongiorno l’ha deciso lui stesso, è Gerry Scotti. Lo stesso Mike lo disse a lui stesso e pubblicamente. Gerry si è sempre detto molto onorato per questa “nomina”. Quando è venuto a conoscenza della morte di Mike si è molto addolorato. Negli studi televisivi scherzavano sempre insieme. In effetti sia Mike sia Gerry hanno quel comune modo di trattare i concorrenti che ho descritto in precedenza. Entrambi hanno il merito di aver fatto affezionare gli italiani ai concorrenti, alle persone che quasi quotidianamente vengono ospitate in TV per sfidare la fortuna.


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