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MAMMA MIA!/ Il musical di successo che "uccide" il padre

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E’ un momento felice per un figlio quando riesce a scoprire di avere più di un padre, nel senso che il concetto di padre si estende dal primo papà a tutti coloro che sanno introdurlo alla realtà, presentandone i benefici ricavabili all’interno di un rapporto. Solo la colpevole e assurda gelosia di un padre biologico che si pone come unica fonte di bene può minare questa graziosa disposizione del bambino a rivolgersi a tutti gli sportelli che gli risultano convenienti. 

Così un parente, un amico di casa, il papà di un compagno, un catechista o un insegnante possono diventare oggetto di una preferenza che, degnamente corrisposta, rende grande il soggetto dentro il rapporto, alla scoperta che il bene non si autogenera, ma arriva sempre tramite un altro. Molti di noi hanno fatto questa esperienza di paternità su di sé.

Ma è un momento felice anche quando anche un genitore si accorge che per fare un figlio non basta generarlo nella biologia, bisogna comunque adottarlo. Ossia iniziare a riconoscerlo come non proprio, a vederlo come altro da sé cui trasmettere i propri beni e i proprio talenti dentro un rapporto ereditario. Senza bisogno di morire prima del tempo.

Peccato che i tre grandi che accompagnano Sophie al matrimonio si presentino paradossalmente come tre padri tout court, proprio e solo in quanto biologici, e che la giovane, sulla scena, se ne rallegri tanto. Viene da chiedersi a cosa le serviranno mai nella vita…

Peccato anche che tutti applaudano e facciano “Ohhh”, commossi e storditi da un’emozione irragionevole che annebbia la vista e il giudizio su ciò che è appena stato rappresentato e proposto.
Mamma mia! Ci serve davvero un padre per rimettere le cose a posto.



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COMMENTI
16/10/2010 - uno sguardo vero (giuseppe paterlini)

grazie per questo commento, che ci ricorda ancora una volta che ogni aspetto della realtà, anche un musical banalotto, sia interessante: considerate tutto e trattenete il valore, qui il valore sta nel poter verificare quanto sia più pertinente e corrispondente a noi e al nostro desiderio di essere "padri veri" uno sguardo come quello che ci illustra Ballerini. grazie ancora e buon lavoro