BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ANNOZERO/ Giulia Innocenzi: il mio lavoro a fianco di Santoro nel programma più “odiato” della tv

Pubblicazione:

Giulia_innocenziR400.jpg

Che impressioni hai del circolo mediatico in cui è finita la trasmissione?

Io mi metto nei panni di uno straniero a cui viene raccontato questo e la sua faccia visibilmente sorpresa rappresenta tutto. Noi siamo assuefatti da questo modello per cui ogni anno ricomincia Annozero e c'è il solito teatrino per cui non vi è responsabilità nostra ma di chi dall'altra parte vorrebbe la chiusura o comunque mettere i bastoni fra le ruote alla trasmissione. Per loro già questo è un risultato da portare sul piatto d'argento a chi di dovere. Ma si tratta di una situazione ridicola che non è servizio pubblico, irrispettoso nei confronti dei sei milioni di spettatori che nell'ultima puntata hanno voluto seguire Annozero. Io vorrei sapere: il Masi di turno che, nel dare la sanzione a Santoro, vuole chiudere il programma, a chi sta facendo il servizio? Forse dovrebbe chiederselo, essendo il d.g. della prima azienda di servizio pubblico culturale in questo paese. Nel momento in cui, per dare una sanzione al conduttore Santoro, ritiene di dover chiudere l'intera trasmissione, evidentemente non si pone questa domanda. Penso dunque che non stia svolgendo il suo mestiere come dovrebbe, cioè al servizio degli utenti che pagano il canone, nonché cittadini italiani.

Come si lavora dietro le quinte di una trasmissione sempre sotto i riflettori? Lasciate che siano i fatti della realtà a dettare la scaletta, essendo disposti anche a rivoluzionarla, o tendete a proseguire lungo una direzione prefissata?

I fatti della realtà fissano la scaletta, fatti che però sono totalmente ignorati dall'agenda politica del paese e purtroppo anche l'agenda mediatica deve seguire quella politica. Siamo riusciti ad affrontare la crisi economica solo alla quarta puntata di Annozero, ma le precedenti, per forza di cose, hanno dovuto trattare quello che è stato sulle prime pagine dei giornali e cioè l'appartamento di Montecarlo, i servizi di dossieraggio, il ruolo de "Il Giornale" e così via. Cose che non riguardano la vita reale dei cittadini ma che la toccano perché rappresentano ciò di cui si si discute all'interno della politica italiana. Annozero deve trattare di questo, non potendo esimersi dal raccontare l'attualità politica del paese, ma allo stesso tempo cerchiamo di affrontare la vita reale degli italiani, come nell'ultima puntata in cui abbiamo parlato di crisi economica. Perché questa crisi è diventata una parola ormai impronunciabile? La retorica secondo la quale i nostri conti sono salvi grazie al lavoro di Tremonti non regge più nei fatti perché molte casse integrazioni finiranno. Ad esempio gli operai dell'Asinara hanno una scadenza importante alla fine di ottobre. Scadrà infatti l'opzione di vendita della loro fabbrica: in caso di mancata vendita la loro cassa integrazione terminerà a novembre con il risultato di migliaia di famiglie a piedi. Parliamo di una fabbrica, la Vinyls, che doveva essere rappresentata dal ministro dello sviluppo economico, mancato per mesi, mentre ad interim c'era Berlusconi. Lo stesso che, durante l'incontro con gli operai, ha detto testualmente "ragazzi, vedrò quello che posso fare". Se la politica ha tutt'altra agenda rispetto alle questioni emergenziali sociali ed economiche del paese, tutto ciò tocca la vita reale dei cittadini. Annozero ha la scaletta monopolizzata dall'attualità politica ma cerca sempre di mettere al centro la crisi, la mafia e la libertà d'informazione che spesso si vorrebbe come un non-tema e che invece noi mettiamo al centro.

Nel tuo futuro, politica o giornalismo?

La mia grande passione è la politica. Ritengo di farla anche adesso con Annozero dando spazio a chi non ce l'ha, voglio continuare a fare questo. Che poi sia lo strumento tv o uno strumento partito, questo ancora non lo so. In futuro vedremo come andrò avanti, al momento ho la grande fortuna di fare quello che mi appassiona e spero di poterlo portare avanti".


(Marco Fattorini)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.