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WALL STREET 2/ Waters: nel mondo in cui l'avidità è bene, a che serve la virtù?

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Questi messaggi sono lenti da assorbire. Gli aspetti morali invadono tutte le discussioni sul denaro, attaccandosi a tutto e tutto incollando insieme: Wall Street II, Money Never Sleeps aumenta l’attaccaticcio senza introdurre nessun nuovo punto di vista.

Non voglio rovinare il finale, ma …per la verità è talmente brutto che non importerebbe un granché. Ma non voglio comunque farlo. Il finale è una classica sdolcinatezza hollywoodiana, in una situazione dove questo sembrerebbe oggettivamente impossibile.

Nel finale si vedono Gekko, sua figlia Winnie (Carey Mulligan) e il suo fidanzato Jake (Shia LaBeouf), e Gekko cerca di riconciliarsi con Winnie, per la seconda volta nel film. Grazie alle macchinazioni di Gekko la relazione tra i due giovani sta andando male e Jake è andato da Winnie per sistemare le cose, ma gli è stato dato il ben servito. Improvvisamente riappare Gekko e, in pochi minuti, tutto viene messo a posto.

Per Winnie “non si tratta di denaro”. Lei gestisce un sito web sinistrorso e insieme al suo fidanzato Jake, che lavora in Borsa, fa lunghi discorsi su responsabilità e sostenibilità. Il suo personaggio ha molto del cliché e la sua superficialità pone talmente in dubbio l’intelligenza degli autori da far pensare che qualcosa ci sia sfuggito, ma purtroppo non è così. 

Il fatto che permette il finale arriva proprio dal soggetto che il film tenta di mettere sotto accusa. A prima vista è un momento di redenzione, se non fosse che il deus ex machina è un trasferimento elettronico di denaro di 100 milioni di dollari, che ormai per Gordon rappresentano poco più che degli spiccioli. Alla fine, il denaro compra “l’amore” di tutti.



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