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TERRA RIBELLE/ Il melodramma delle tradizioni capace di battere i Cesaroni

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Elementi di storia emergono nella trama: il padre di Elena è un conte decaduto in seguito al fallimento della Banca Romana; Andrea viene salvato all’ultimo secondo (letteralmente) dal decreto regio che abolisce la pena di morte.

Gli italiani contano su una solida tradizione di fiction storiche/melò; alla gente piacciono, perché sfruttano temi sempreverdi come l’amore e la giustizia, giocano sui classici conflitti poveri/ricchi, buoni/cattivi e portano lo spettatore in un mondo lontano, esotico, in cui la violenza e le passioni sono attutite dalla distanza temporale: bombardati come siamo da trasmissioni che analizzano in ogni dettaglio i delitti “della porta accanto”, fino a farci guardare con diffidenza non solo al vicino di casa, ma persino ai parenti più stretti, rifugiarsi nel mondo – seppur crudele – dei butteri non è poi così male.

Terra Ribelle è una saga con buone chance di conquistare il pubblico, perché mantiene un legame con i vecchi romanzi popolari, gli sceneggiati e certi film del genere western romantico come Cuori Ribelli o Vento di Passioni. Certo, le prime puntate hanno messo in scena molti luoghi comuni, reazioni prevedibili e una storia d’amore un po’ scontata, ma non pretendiamo troppo: al pubblico italiano piace ciò che è familiare.

Ora stiamo a vedere i prossimi episodi, scommettendo su come andrà a finire. Magari i cowboy nostrani potrebbero ancora sorprenderci…



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