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ANNOZERO/ La nuova linfa di Santoro arriva da destra: e che manna la perquisizione a Il Giornale!

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Il nostro Sant’O ha toppato, anzi bucato in gergo giornalistico, doveva invitare uno dei due malandrini berlusconiani che di solito sono onnipresenti allo show del giovedì sera. Chissà che fuochi d’artificio ci sarebbero stati! E se invece l’avesse fatto di proposito?

Gli sbadigli mi assillano, ma il conduttore lancia la seconda parte dell’intervista a Fini, tutta giocata sull’appartamento a Montecarlo. Da qui è un attimo parlare del pastone mediatico-giornalistico in corso ormai da mesi, del  killeraggio politico fatto con dossier contro il presidente della Camera. Francamente mi son partiti altri tre sbadigli…

Oplà e il Sant’O (avendo poteri celestiali probabilmente mi vede) fa intervenire un giovane esaltato che teorizza la violenza come se fosse acqua santa. Solo la Santanchè  si scalda un po’ forse per non venire meno alla fama di personaggio grintoso. Ma è un fuocherello di paglia.

Penso che l’argomento della serata, "Non solo odio", non sia stato ancora toccato et voilà, letto nel pensiero, parte la ricostruzione della querelle Belpietro. Alla fine allo spettatore medio resta il dubbio: ma sarà stato un tentativo d’attentato vero o finto?

Insinuare il dubbio è la modalità che Sant’O  e il questurino Travaglio hanno normalmente. Quest’ultimo legge poi il suo sermone contro il capo del governo. Cose già viste e sentite. Nulla di nuovo.

Un collegamento da Reggio Calabria con persone minacciate dalla n’drangheta  innesca la miccia Santanchè che ulula con una collega che urla slogan in piazza.
Il programma non ha nulla di nuovo, l’impianto è sempre lo stesso, ma sfortunatamente stasera per il Sant’O il fuoco non è diventato un incendio, e noi abituati alle grida e alla rissa abbiamo dovuto aspettare le ore 23.25. Dal torpore s’è risvegliato anche Luigi de Magistris che interviene alla maniera dipietristica. Ma è solo un lampo.

Gli argomenti soni i soliti, Fini, Berlusconi. Inchieste giornalistiche zero. Qualità bassa: un tribuno con il portafoglio gonfio, due allocchi senza contratto (scommetto che tra un po’ faranno guerra legale alla Rai e la vinceranno), discussioni trite e ritrite. Ma allo spettatore interessa tutto ciò?
Vale la pena pagare un giornalista così tanto per vedere un programma senza qualità fatto da un sinistrorso con la mano destra (sarebbe l’inverso, ma sono obbligato a scrivere la verità)?



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