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IO SONO CON TE/ Il film sulla Madonna che "dimentica" il sacro

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Quella Maria che “medita nel suo cuore” il miracolo dispiegarsi della volontà di Dio nel suo ventre prima e nel mondo poi, così come ce la racconta San Luca (l’evangelista storiografo d’ispirazione tucididea, anche qui evocato nel finale, che ebbe proprio nella Madonna la sua prima testimone oculare) si trasforma in un’adolescente sempre sorridente (anche troppo) e testarda, il cui credo di “non violenza” ha qualcosa di davvero troppo moderno e riduttivo rispetto alla figura dei vangeli e della tradizione cristiana.

E umano “troppo umano” appare questo Gesù bambino e ragazzino (non è un caso che dopo il salto temporale la telecamera vaghi tra i volti di bambini che tutti potrebbero essere il futuro Messia), capace di accostarsi ad un indemoniato respinto dalla società e di contestare in sinagoga il rabbino e pronto a restare sconvolto dal sangue dei sacrifici del Tempio.

Solamente un po’ ridicoli invece i Magi, nella versione di Chiesa un gruppo di sapenti orientali alla corte di Erode a fare esprimenti di intelligenza a metà tra il test psicologico e le prove di riconoscimento del Dalai Lama nei dintorni di Nazareth.

La loro discussione (in un greco antico che suona un po’ surreale) è l’ennesima didascalica articolazione della tesi suggestiva quanto poco ragionevole (nel senso di inadeguata a cogliere tutti i fattori in gioco) del film di Chiesa. Di cui non si può non apprezzare l’impeto sincero e il rispetto per il proprio oggetto, ma a cui non si può fare a meno di imputare per lo meno un certo difetto di esperienza che finisce per rendere elusivo un oggetto che lui pure percepisce così terreno.



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COMMENTI
12/11/2010 - Paura del non familiare? (M D)

E' certo che Guido Chiesa approfondisce le doti pedagogociche di Maria, ma mi sembra molto poco generoso accusarlo di volere ESAURIRE l'eccezionalità di Gesù in queste doti. Sul ruolo educativo di Giuseppe, l'Osservatore Romano ha dato la possibilità a Chiesa di spiegarsi: "Il suo atteggiamento è molto attuale. Perché al legalismo rituale oggi si è sostituita l'interferenza medica. Tutto ciò che riguarda la femminilità e l'intimità della donna, a cominciare dal parto, è stato violato dalla medicina e dai medici, che s'intromettono violando il ruolo della donna. Nessuna, tra le grandi religioni, ha alla sua origine un parto come quello di Maria, che è sola dinanzi al mistero della sua maternità. Capisce che la relazione col Figlio è simbiotica, intima, privata: sono soli, isolati nella grotta. Anche Giuseppe fa un passo indietro. È un modello di paternità meno focoso, meno aggressivo, più umile. Ma non si tira indietro quando è necessario proteggere la famiglia." http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2010/252q05a1.html