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UNA VITA TRANQUILLA/ Un bravo Servillo per descrivere le paure di un rapporto padre-figlio

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Cupellini dirige abilmente gli attori nell’interpretazione di personaggi ottimamente tratteggiati: un Servillo che recita in tre lingue – l’italiano, il napoletano e il tedesco – affiancato da Marco D’Amore nel ruolo del figlio Diego, l’amico Edoardo alias Francesco di Leva, e la moglie tedesca di Servillo, Juliane Köhler. Un salto mortale per il regista, che precedentemente aveva firmato la dolce commedia Lezioni di cioccolato e che ora mette in scena un lungometraggio dalle tinte fosche, scritto con Filippo Gravino e Guido Iuculano, da un soggetto vincitore del Premio Solinas.

Una coproduzione italiana tedesca e francese, che racconta il rapporto di un padre con il proprio figlio, descritto attraverso i silenzi, racchiuso in piccoli gesti e piccoli sguardi, senza lasciare spazio a troppe superflue parole che nasconderebbero un vuoto che si è creato negli anni, una lontananza, una distanza che ormai non è solo fisica, ma anche affettiva. Perché Rosario teme per la sua esistenza ed è talmente legato alla sua vita, spinto da un forte spirito di sopravvivenza, da rinunciare al proprio figlio, anzi ai propri figli, uniti da un tragico destino di comune abbandono.

Non è pronto a lasciare la tranquillità, fondata sulle menzogne, che si è costruito negli anni, è attaccato e arroccato in modo indissolubile alla sua vita, benché priva di legami realmente profondi e veritieri (nemmeno la moglie tedesca conosce la sua vera identità). Un film caricato eccessivamente negli ultimi minuti di eventi rocamboleschi e inverosimili, ma che colpisce al cuore per la sua spiazzante e profonda drammaticità.



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COMMENTI
15/11/2010 - Una vita tranquilla (Carla D'Agostino Ungaretti)

Il film è molto bello e Toni Servillo un ottimo attore, ma per l'ennesima volta devo sottolineare come gli attori italiani di questi anni abbiano voci terribili e incomprensibili. Paradossalmente in questo film si capiscono di più le parti parlate in tedesco, perché ci sono i sottotitoli in italiano, che quelle in cui i due giovani camorristi si esprimono nel loro strettissimo dialetto napoletano e con le loro voci confuse. Altro che il bel napoletano dei De Filippo! Ma non ricordate le voci di Mastroianni, De Sica, Gassmann, Tognazzi? Di attrici come Monica Vitti? Erano attori che avevano studiato veramente la recitazione e l'uso della voce. La stessa bellissima Claudia Cardinale era doppiata per la sua voce sgradevole. Altro esempio: La prima cosa bella. Bel film e bel soggetto ma sarebbe stato molto meglio se Claudia Pandolfi e Valerio Mastandrea fossero stati doppiati. Possibile che nessun critico si accorge di questo? e sì che questo mio giudizio è condiviso da moltissimi spettatori che, come me, amano il cinema. Evviva il cinema americano! almeno gli attori sono doppiati.