BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ZECCHINO D’ORO/ Finalmente cantano bambini senza fare i "grandi"

Pubblicazione:

Lo Zecchino d'oro, 53esima edizione (Ansa)  Lo Zecchino d'oro, 53esima edizione (Ansa)

Giovani star dell’Olimpo del canto o semplicemente bambini? È questa la domanda che ci si pone accendendo il televisore su Rai Uno nella fascia pomeridiana. Lo Zecchino d’oro, giunto alla 53esima edizione, resta un programma di bambini per bambini. Ed il termine di paragone non possono che essere Io Canto, condotto da Gerry Scotti, e Ti lascio una canzone, di Antonella Clerici. Sarà banale e scontato, ma il confronto è dovuto, immediato e rassicurante. Non ci sono solo giovanissimi maestri delle corde vocali. Per fortuna sulla terra sono rimasti anche bambini normali, con la voce talentuosa e “sporcata” dal tono furbo e birichino di chi ancora non ha scoperto il mondo dei grandi.

 

Un programma per bambini, si diceva. Innanzitutto per la fascia oraria, le 17.00 - l’ora della merenda -, contro la sfavillante prima serata degli spin-off (ma lo sono veramente?) Io Canto e Ti lascio una canzone. Anche la scenografia è decisamente meno pomposa, in armonia con il tono spensierato e giocoso di molte canzoni. Testi divertenti, ma non per questo banali, su melodie da cartone animato. Ma questo, si sa, è lo Zecchino d’oro e ce lo dice anche la sigla di apertura, che, attraverso la simpatia di Pino Insegno, definisce in questo modo il suo status: “canzoni da bambino da cantare con papà!”.

 

La contrapposizione con i due show di prima serata, dunque, è netta. Da una parte la semplicità colorata di un gioco, dall’altra lo sfarzo che il fare audience richiede. Un piccolo studio televisivo, contro un auditorium (quello di Ti lascio una canzone) e un tendone appositamente costruito (Io canto). Il pubblico, esclusivamente di bambini nello Zecchino d’oro, è invece misto dalla Clerici e da Scotti, dove le canzoni sono quelle rese famose dai grandi della musica presente e passata. Il che adombra di serietà uno spettacolo che dovrebbe solo commuovere, mentre ascoltare queste voci portentose di bambini che fingono di essere grandi (senza capire il senso delle parole che cantano) regala un senso di malinconia per l’età che si stanno perdendo.

 

 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
18/11/2010 - E che male c'è! (claudia mazzola)

Da bambina mi piaceva indossare le scarpe di mamma e truccarmi, lo fanno ancora le mie nipotine, si vuole sempre andare oltre. La cosa che mi incanta di ogni bambino, è che con scioltezza riescono ad essere grandi restando piccoli, a noi cresaciuti riesce molto difficile.

 
18/11/2010 - Zecchini d'oro (Gianuizzi Caterina)

Buonasera, da piccola ero una grande fan dello zecchino d'oro, c'era Mariele Ventre a dirigere. Ma ora non ci credo che dietro ci sia ancora tutta questa semplicità che dice l'articolo. Secondo me le mamme o genitori che spingono a fare i cantanti e i piccoli divi ci sono dietro anche lì. E comunque, è veramente una tristezza che sia ancora solo, dico solo lo zecchino d'oro (un programma nato 50 anni fa, un po' vecchio anche questo, no?) a provare ad essere almeno un pochino più "umano". E poi per giudicare, bisogna vedere i contenuti delle canzoni, che negli ultimi anni erano diventati una melassa buonista ed ecologista. Allora forse è meglio fare cantare dei classici, come negli altri programmi. A me non scandalizza che ci siano gli altri programmi; mi scandalizza che ci siano troppo pochi tentativi di "zecchini d'oro". E' troppo poco dire: godetevi questo programma. E' sempre una passività rispetto a quello che ci propinano altri. O no? Cordiali saluti