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ZECCHINO D’ORO/ Finalmente cantano bambini senza fare i "grandi"

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Lo Zecchino d'oro, 53esima edizione (Ansa)  Lo Zecchino d'oro, 53esima edizione (Ansa)

Una festa a cui tutti sono invitati, lo Zecchino. Uno spettacolo, Ti lascio una canzone e Io canto. Anche perché se da una parte protagonisti indiscussi sono i bambini, dall’altra lo sono state le polemiche nate attorno alla gara di ascolti che la programmazione nella stessa stagione della Clerici e di Scotti hanno suscitato. Un botta e risposta seguito da un trattato di pace siglato ad ottobre durante una puntata di Tv Talk. Il che fa pensare che i veri attori di queste due prime serate siano stati proprio loro, le polemiche e i relativi portabandiera. Mentre nello Zecchino d’oro i presentatori, Veronica Maya e Pino Insegno, stanno due passi indietro rispetto ai piccoli interpreti e giocano quasi al ruolo degli animatori. Non a caso la struttura di quest’anno prevede che i 12 cantanti siano divisi in due squadre. Quella gialla, delle “Maye”, e quella verde, “dei Pini”. Il tutto corredato da giochi divertenti finalizzati a stabilire il gruppo di appartenenza, diverso di puntata in puntata. Il che serve, probabilmente, a smorzare il “tono” di sfida che soggiace anche allo Zecchino d’oro. Senza ipocrisie, un programma che stabilisce un vincitore gioca sul concetto di competizione. Un conto, però, è farlo con il linguaggio divertente e spensierato dello Zecchino. Un altro è al modo di Ti lascio una canzone e di Io canto, in cui il senso di sfida è evidente nel contrasto con la purezza e la genuinità dei giovani talentuosi. Nel caso dello Zecchino, invece, ciò che subito balza all’occhio è la tenerezza dei bambini.

 

Ci si chiede, alla fine di tutte queste considerazioni, perché usare - ci si passi la durezza del verbo - dei bambini in uno show in prima serata (la domanda non risparmia l’altro grande prime time del genere, Chi ha incastrato Peter Pan?). Perché la televisione dei grandi non ha più niente da dire? O perché si vuole vincere lo spettacolo dell’audience con l’apparenza di una tv pura e genuina contro quella dichiaratamente trash? A voi l’ardua sentenza. Per il momento, però, godetevi il clima rilassante dello Zecchino d’oro.

 

 



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COMMENTI
18/11/2010 - E che male c'è! (claudia mazzola)

Da bambina mi piaceva indossare le scarpe di mamma e truccarmi, lo fanno ancora le mie nipotine, si vuole sempre andare oltre. La cosa che mi incanta di ogni bambino, è che con scioltezza riescono ad essere grandi restando piccoli, a noi cresaciuti riesce molto difficile.

 
18/11/2010 - Zecchini d'oro (Gianuizzi Caterina)

Buonasera, da piccola ero una grande fan dello zecchino d'oro, c'era Mariele Ventre a dirigere. Ma ora non ci credo che dietro ci sia ancora tutta questa semplicità che dice l'articolo. Secondo me le mamme o genitori che spingono a fare i cantanti e i piccoli divi ci sono dietro anche lì. E comunque, è veramente una tristezza che sia ancora solo, dico solo lo zecchino d'oro (un programma nato 50 anni fa, un po' vecchio anche questo, no?) a provare ad essere almeno un pochino più "umano". E poi per giudicare, bisogna vedere i contenuti delle canzoni, che negli ultimi anni erano diventati una melassa buonista ed ecologista. Allora forse è meglio fare cantare dei classici, come negli altri programmi. A me non scandalizza che ci siano gli altri programmi; mi scandalizza che ci siano troppo pochi tentativi di "zecchini d'oro". E' troppo poco dire: godetevi questo programma. E' sempre una passività rispetto a quello che ci propinano altri. O no? Cordiali saluti