BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ANNOZERO/ Video – La Innocenzi intervista Federica Maine: “Come posso lavorare con contratti di 3 – 4 mesi?”

Pubblicazione:

santoro_blu_R400.jpg

L’INTERVISTA AD ANNOZERO DI FEDERICA MAINE - Nella puntata di Annozero di ieri Giulia Innocenzi ha intervista la ballerina Federica Maine sui tagli che penalizzeranno il mondo della danza.


Anche i ballerini – e le ballerine - piangono, non solo per esigenze sceniche, ma per quelle dettate dalla crisi, dalla necessità di tenere in ordine i conti. E così, pure il mondo della danza si ritrova vittima dei tagli alla cultura. Giulia Innocenzi, nella puntata di ieri di Annozero, ha intervistato Federica Maine, la giovane ballerina del Maggio Fiorentino, chiedendole – provocatoriamente - se non pensa che i tagli siano necessari e se non è il caso che anche il suo mondo dia il proprio contributo. «La ricchezza dell’Italia è proprio la cultura. Dall’estero ci vedono e ci considerano per questo, come hanno detto sia Veltroni che Bondi (ospiti in studio ndr.)», risponde la giovane artista. «Perché, quindi, tagliare sulla fonte di ricchezza dl nostro Paese?», si domanda. «L’anno prossimo subiremo tagli superiori a quelli che già sono stati effettuati quest’anno». La sua situazione lavorativa, in effetti, non è tra le migliori. «O ho contratti a tempo determinato di 3 - 4 mesi. Tra l’altro al Teatro del Maggio musicale di Firenze, la città che è la cultura in persona». In queste condizioni, non è facile lavorare serenamente. Nonostante le pause, anche di mesi tra un contatto e l’altro, «dobbiamo lavorare quotidianamente per mantenere la qualità. Non possiamo farlo se ci staccano il contratto per una settimana o se non lavoriamo per un mese. Abbiamo bisogno di lavorare ogni giorno con la lezione, con la sbarra, con le punte...». Di fatto, i tagli, spiega la Maine, incideranno profondamente anche sulla messa in scena futura: «L’anno prossimo non avremo una produzione classica, una grande produzione classica. Ovvero i balletti che, comunque, attirano il pubblico. Per fare un balletto classico, infatti, non bastano i titoli: ci vogliono i soldi per pagare le persone…».

 

CLICCA >> QUI SOTTO PER IL VIDEO DELL’INTERVISTA A FEDERICA MAINE



  PAG. SUCC. >