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X FACTOR 4/ Mangiarotti: è mancato il nuovo Marco Mengoni

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Io ho sempre detto sin dalla prima edizione di X Factor che non sono mai stato convinto della bontà di un format importato dal mondo televisivo anglosassone in Italia. Frequentando da anni un format fatto e rifatto in casa come Amici, un programma molto italiano, ho sempre trovato in X Factor una gabbia che non ci corrisponde: il suo show a orologeria, i giudici che devono fare i fenomeni all’American Idol, il fatto che se devi cambiare qualcosa devi sentire il proprietario del format. Ricordo che dissi a Giorgio Gori produttore del programma ‘guarda che secondo me questa cosa qui non diventerà mai il successo che è all’estero’ e purtroppo fin’ora ho avuto ragione. Il programma poi è anche piaciuto a un target alto, ha avuto protagonisti di spessore da Noemi a Mengoni, ma non ha mai avuto un impatto veramente popolare. Piuttosto di culto. Se fai un programma che deve licenziare i protagonisti della musica pop, devi avere numeri da hit parade pop, una contraddizione insanabile. C’è un vizio di format, formale, di contenuti e di scelta, in X Factor.
 
I giudici di quest’anno rispetto a quelli passati? In una puntata si sono confrontati i vecchi e i nuovi, cosa che Ruggeri ha giudicato “poco rispettosa del loro lavoro di tre mesi, con cui i giudici vecchi non c’entravano niente”

Capisco la stizza di Enrico Ruggeri. Quando un programma va male se cominci a aggiungere ospiti che non centrano nulla, dimostri il panico che stai vivendo. Portare un comico che si mette a fare imitazioni in un programma di questo genere è pura follia, lo dico in modo affettuoso naturalmente, gli autori sono bravissimi. Ma hanno dimostrato di non sapere più dove andare, probabilmente per via della pressione da ascolto: devi portare a casa il risultato, alla fine le provi tutte (ragionandoci sopra). Portare i vecchi giudici, ha ragione Enrico, non ha avuto molto senso, non c’entravano nulla, era più carino portarne uno a puntata a fare l’ospite. La Simona Ventura del 2010 non ha più nulla a che fare con X Factor. Claudia Mori è passata senza lasciare un segno particolarmente profondo, Morgan invece era la parte più stimolante. Più discutibile anche, se vogliamo, ma anche musicalmente il più motivato. Morgan era diventato il senso stesso del programma. I giudici di quest’anno? Stimo moltissimo Elio ma è stato il senso del programma? E’ diventato piuttosto il senso positivo delle contraddizioni stesse del programma. Da attento giudice del canto e della personalità dei concorrenti si è lasciato guidare da un buonismo fatto di generosità e di sentimento che però ha confuso ancor di più le idee. Anna Tatangelo: è stata chiamata per attirare un pubblico giovane e pop, ma poi è stata messa in difficoltà e in discussione. Secondo me un piccolo suicidio annunciato di nessun senso perché se metti la Tatangelo nel programma devi anche metterla in condizione di essere se stessa. Con lei non fai discussioni su Bach o sui Beatles. Quando invece è andata alla serata dal vivo ai Magazzini Generali, è stata bravissima.



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COMMENTI
23/11/2010 - mah! (massari annalisa)

Dal mio punti di vista di spettatore questo è stato l'unico XFactor che ho seguito dall'inizio alla fine con costanza e partecipazione. E mio marito con me. Siamo due cantori eternamente dilettanti, abbiamo cantato da ragazzi nei canzonieri folk, da "grandi" in piccoli cori abbastanza raffinati e con repertorio vasto e vario. Detestiamo le risse TV e quindi abbiamo salutato con gioia e sollievo i provocatori travestimenti di Elio, che non ci sembra un comico (!), e la tranquilla interlocuzione dei giudici fra di loro. Il reality non ci interessa affatto, ecco perchè, pur affascinandoci le prove, non amiamo il clima di Amici, trasmissione che praticamente non conosciamo. Ci pare che Nevruz Joku abbia delle grandi qualità vocali e interpretative non ancora pienamente messe a fuoco, probabilmente a causa di lacune di studio che con l'esercizio potrebbe velocemente colmare regalandoci momenti musicali innovativi in questo noioso panorama italiano di esecutori di cover, compresi quelli menzionati nell'articolo. Nevruz ha una timbrica mobile e vari registri da "accordare" :-). Avremo diritto di vedere anche noi qualcosa di gradevolmente musicale, educato, equilibrato e piacevole in prima serata che rispecchi i nostri gusti? Senza sentirci affibbiare etichette stereotipate (radical-chic, questa poi?!) E pazienza per qualche punto di share, se c'è stato, il canone RAI noi lo paghiamo regolarmente.