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BALLARO’ YOUTUBE/ Video, la telefonata di protesta di Silvio Berlusconi

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BALLARO’ BERLUSCONI VIDEO –
"Se vuole, può venire in trasmissione", dice Floris ma il presidente del Consiglio lo interrompe: "Lei crede che la Rai sia sua ma è pagata dai soldi di tutti gli italiani", in sala mormorio di protesta "non rispondo alle sue domande, voi siete dei prepotenti e mistificatori, l'ottimo ministro Fitto (ospite in studio, ndr) vi saprà dare delle risposte". Poi Berlusconi mette giù il telefono: "Questa vostra tecnica non può funzionare con me che se permette di televisione me ne intendo".

E chiude il telefono. Non è la prima volta che Berlusconi telefona a Ballarò. Era successo il 2 giugno e anche allora il presidente del consiglio mise giù la cornetta senza lasciare che il conduttore potesse rivolgergli domande o replicare. Allora Floris commentò: "Quello che non è accettabile in una tv di Stato è che si inizi un dialogo e poi si insulti buttando giù il telefono prima che arrivi la risposta". In studio Fabio Granata di Fli che commenta: : "Lei mi chiedeva della leadership di Berlusconi, da questa telefonata le posso dire che noi non gli riconosciamo alcuna leadership, Berlusconi fa propaganda".

Il ministro Gelmini rilascia una nota alle agenzie stampa: "La faziosità dei programmi Rai non è più tollerabile. E' inaccettabile come il servizio pubblico italiano, pagato con i soldi dei cittadini impedisca a un presidente del Consiglio di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni. Ormai in Rai trova solo spazio chi denigra e deride questo governo e il presidente".

Francesco Casoli, vice capogruppo Pdl a Palazzo Madama e membro della commissione di Vigilanza Rai: "E' inutile che Floris giustifichi la sua faziosità, basta solo ascoltare a chi sono indirizzati gli applausi di una claque ammaestrata per capire quanto Ballarò sia sbilanciato a sinistra. A Granata - aggiunge - faccio notare che Fini fa politica tanto quanto il premier solo che poi si nasconde dietro l'istituzionalità della sua carica".



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COMMENTI
25/11/2010 - Ma la democrazia cos'é? (luisella martin)

C'é una parte del mondo politico che,da quando Berlusconi scese in campo,per paura di non riuscire a farlo con le armi della razionalità,decise di eliminarlo per via giudiziaria.Non si tratta solo degli ex comunisti.Per questa gente colta e preparata il fine giustifica i mezzi ed il fine é l'eliminazione dell'avversario pericoloso. In questo folto gruppo di persone ci sono anche coloro che si dichiarano cristiani ed anche un giornale che ha nel nome della testata la parola "cristiana" e,con loro, persone che,nella sfera privata,uniformano le loro azioni ad una moralità molto più profonda di quella macchiavelliana:gente per bene,insomma! Intanto la maggioranza degli italiani(che lo ha più volte votato)si vede "perdonare" dal figlio,dal marito,dalla Rai,dal vicino di casa per la leggerezza e la dabbenaggine con cui sostiene un capo del Governo che lavora da anni per aggiustare e migliorare il suo paese,non per diventare ricco e famoso(lo é già da molto tempo),ma per riparare a qualche egoismo in gioventù,forse,o perché "prova a fare della sua vita un capolavoro" come suggeriva Giovanni Paolo II ai giovani. Ai giovani di allora, di qualunque colore politico, a quelli come Fazio e come il conduttore di Ballarò,come Fini,come Bersani,Rosy Bindi, come me e come te che leggi! Berlusconi,di fronte ai continui attacchi,si é comportato da vero uomo e martedì sera da grande uomo. Non direi la stessa cosa di molti altri presenti alla trasmissione (uomini e donne)

 
24/11/2010 - ricordo Scalfaro (attilio sangiani)

Quando O.L.Scalfaro venne lambito da "mani pulite" ( 1991 o 1992,non ricordo bene ) impose alla Rai un messaggio a reti unificate,per dire "non ci stò .... ". La Rai e tutta la sinistra si inchinarono. Da allora O.L.Scalfaro,uno dei pochi leader democristiani che,in precedenza,non si erano conformati al "pensiero unico" radical-marxista dominante, vi si arrese. In seguito si comportò in modo da servire l'antico avversario : fece cadere il primo Governo Berlusconi,diresse la campagna referendaria per impedire le riforme della parte 2^ della Costituzione,già approvata dal Parlamento,non perse occasione per farsi perdonare dalla sinistra l'essersi opposto alla apertura degli anni '62 - '63 ed a quelle successive di Aldo Moro. In più si fece perdonare per aver detto che,se fosse stato lui al posto di Giovanni Leone nel 1978,avrebbe respinto al Parlamento ,perchè contraria alla Costituzione,art. 2,la legge 194/'78 legalizzante l'aborto. Ora aspettiamoci che guidi il fronte della "sfiducia" a questo Governo..... se gli rimane ancora fiato e ancora la paura di essere "giustiziato" dalle toghe rosse.