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RAPUNZEL/ Una vera fiaba Disney dove solo il rischio regala il lieto fine

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D’altro canto, Rapunzel è una storia di formazione che si intreccia con una storia d’amore, perché la scoperta del mondo e dell’altro da sé passa anche attraverso l’innamoramento. E allora ecco Flynn Rider, il ladro ricercato – vivo o morto – dalle guardie del regno per aver rubato la corona, affascinante e sicuro di sé, ironico ed esperto del mondo; Flynn è il contrario di Rapunzel ma, come lei, deve imparare a conoscersi meglio, scoprire il suo vero potenziale e trovare un nuovo sogno. Se all’inizio del film Flynn desiderava “tanti bei soldoni”, alla fine il suo unico obiettivo diventa la felicità della ragazza che ama, per la quale è disposto a sacrificare la sua stessa vita. Romanticismo alla Twilight trasferito nel colorato e morbido mondo disneyano.

Se Rapunzel rappresenta le insicurezze profonde delle adolescenti, Madre Gothel, la donna che l’ha cresciuta e la tiene prigioniera per sfruttare il potere dei suoi capelli, incarna l’ossessione della giovinezza. Personaggio teatrale, sarcastico e un po’ isterico, Gothel rispecchia la donna che non sa invecchiare con stile, non accetta le rughe e dunque è disposta a tutto pur di riconquistare giovinezza e bellezza; ma, in un suo modo contorto ed egoistico, forse vuole bene davvero alla sua “prigioniera”. Insomma, incarna anche il lato negativo, ma reale, di una madre restia a tagliare il cordone ombelicale che la tiene legata alla figlia.

Se vogliamo trovare un difetto al film, il destino di Madre Gothel, che precipita dalla finestra dopo aver perso il suo elisir di lunga vita (i capelli di Rapunzel) senza nemmeno un piccolo pentimento, lascia un po’ di amaro in bocca. È vero che matrigne e streghe cattive nelle fiabe fanno sempre una brutta fine, ma in questo caso si poteva sperare in una punizione meno scontata. 

Eppure lo spettatore alla fine è soddisfatto, ha riso, si è emozionato, si è goduto le scenette comiche costruite intorno ai personaggi animali del film (il cavallo Max e il camaleonte Pascal), ha sentito le canzoni sempre indovinate di Alan Menken (splendido il duetto “I see the light”, “Il mio nuovo sogno”, nella versione italiana interpretato da Laura Chiatti e Massimiliano Alto). E, un anno dopo la Principessa e il Ranocchio, ha avuto l’ennesima conferma che le donne sono sempre le vere protagoniste dei film Disney: spetta a loro trasformare gli uomini in principi…



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