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L'INTERVISTA/ Enzo Jannacci: vi racconto la bellezza del maestro

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Sergio Castellitto ed Enzo Jannacci (Foto Ansa)  Sergio Castellitto ed Enzo Jannacci (Foto Ansa)

Sono sempre stato timido, ancora adesso faccio fatica a chiedere informazioni alla signorina del supermercato. Quello che la gente si ricorda di me sono le entrate a passettini, che non erano una trovata artistica, ma venivano dal fatto che avevo paura di disturbare.

 

C’è una carica vitale che la supera da tutte le parti. Forse è per questo che hanno chiamato lei. Ma da dove viene questa carica vitale?

 

Da chi ho davanti, da chi incontro, da quello che guardo, da dove penso arrivi la musica.

 

Cosa le insegna, se le insegna qualcosa, il rapporto tra generazioni? 

 

La mia domanda è se esista davvero una diversità tra generazioni. Perché il nostro essere, il nostro pianeta riconducibile al cuore o al cervello, il nostro essere umani, ti accomuna agli altri, ti fa essere vicino a tutti, mai diverso da una persona che ha meno anni, meno gambe, meno capelli, che non vuole mettersi gli occhiali...

 

Nel film sembra che non ci siano situazioni personali normali. Ma la normalità esiste?

 

La normalità come la penso io è essere te stesso, sapendo che ci vuole una misura anche nella tua cattiveria. Essere buoni non può voler dire non essere cattivi, ma essere disponibili ai desideri, ai bisogni. La normalità è poter dire di essere a casa.

 

È contento di aver fatto il film?

 

Sì. Questo film riguarda la consapevolezza del proprio essere, di quanto c’è di buono o di cattivo, ma per questo ci vogliono dei maestri. Questo Armando a un certo punto dice: non ci sono più maestri, ma solo esperti di settore. È vero.

 

Ma chi è il maestro?



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COMMENTI
19/12/2010 - errata corrige (Diego Perna)

Per imparare a vedere la Bellezza........

 
19/12/2010 - Vengo anch'io (Diego Perna)

"Per imparare la Bellezza non basta una vita, basta un attimo di Verità". Non ricordo dove ho letto queste parole, ma sono certo che chi le ha scritte, un maestro lo ha incontrato.L'uomo va rivelato a se stesso da un altro, da solo annaspa anche di fronte ad un cielo stellato o al più bello dei tramonti. Mi chiedo spesso, se rinunciare ai sogni per un tornaconto rapido, impoverisce il mondo intero. Io dico di si, quindi ben vengano maestri che sanno che non si finisce mai d'imparare. E adesso chiudete gli occhi e immaginate se anche i politici e non solo gli artisti, avessero una simile coscienza. Grande Jannacci. Buona serata

 
17/12/2010 - PIU' DELLA MUSICA (Angelo Lucio Rossi)

Ogni mattina abbiamo bisogno di una carezza che ci risvegli, che ci scuota dal torpore,che ci svegli dall'essere inconsapevoli e addormentati. L'intervista di oggi mi ha rilanciato alla realtà con un'altra baldanza.E vero: "le persone in genere, non sanno,non pensano a quanto si abbia bisogno di educazione". L'educazione come avvenimento che ci faccia vibrare incessantemente ed esser in continuo movimento. E' tutta qui la carica vitale. Da dove la prendi? "Da chi ho davanti, da chi incontro, da quello che guardo, da dove penso arrivi la musica". Che realismo e che tenerezza caro Jannacci.Questa è la realtà. Questo è il reale. Com'è importante capire che è il reale l'oggetto proprio degli occhi aperti verso le cose e le persone o della sete della bellezza attraverso la musica.Per vivere occorre convertire continuamente l'io all'avvenimento presente.