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SCOTT PILGRIM VS. THE WORLD/ Un film convincente sulla fragile generazione internet

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Scott Pilgrim è un ragazzo di vent'anni che non ha ancora dimenticato la sua ex-fidanzata e che fa di tutto per dimenticarla, distraendosi con nuove ragazze oppure con i Sex Bo-Bomb, il gruppo in cui suona il basso. Tutto questo finchè incontra Ramona Flowers, che cambia colore dei capelli ogni dieci giorni, che va sui pattini a rotelle e che è bellissima. Ma per poter rimanere fidanzato con lei, Scott dovrà sconfiggere durante incontri all'ultimo sangue i sette ex fidanzati della ragazza.

"Scott Pilgrim vs. the world", diretto da Edgar Wright ("L'alba dei morti dementi", "Hot fuzz") che lo ha co-sceneggiato con Michael Bacall adattando il fumetto di Bryan Lee O'Malley, tanto vale dirlo subito, è uno dei migliori film dell'anno. La ragione è presto spiegata: "Scott Pilgrim vs. the world" riesce a parlare di cose importanti attraverso del sano e originale cazzeggio, per di più girato in maniera più che ottima da un Edgar Wright in grandissima forma (e lo dice uno che non ha apprezzato i suoi lavori precedenti, interessanti ma con qualche difetto di troppo).

Con una regia psichedelica dalle mille trovate visive (che siano gag o lotte all'ultimo sangue) e una sceneggiatura dall'umorismo che mischia tenerezza e cinismo, "Scott Pilgrim vs. the world" brilla anche per le interpretazioni di un cast di ottimo livello, su cui spiccano Michael Cera con un ruolo cucitogli addosso, e l'immenso Jason Schwartzman. Naturalmente il film non si ferma all'essere un divertente giocattolo che funziona dall'inizio alla fine, ma dimostra di avere qualcosa da dire. E anche qualcosa di originale.  
 



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