BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA BELLEZZA DEL SOMARO/ Una polifonia di personaggi in cerca di sé

Pubblicazione:

la_bellezza_del_somaroR400.jpg

Non è certamente perfetto, ma regala pacatezza e sicurezza grazie ad un punto di vista consolidato sugli affaires del mondo. Un punto di riferimento cui rivolgersi per affrontare le incertezze della vita. Non a caso propone una lettura positiva del serpente (che uno degli amici di Rosa tiene come animale domestico), che qui non ha né il classico valore cristiano del peccato né quello più brutalmente sessuale. È piuttosto simbolo di libertà e consapevolezza di sé.

È vero, come dice Jannacci, il serpente striscia tutta la vita, ma ha la grandissima capacità di liberarsi della sua pelle e di rigenerarsi ogni volta. È questa la chiave del film. I personaggi della nostra storia dovrebbero imparare a vivere coscientemente la propria età. In tal modo, Marcello e i suoi due amici cinquantenni la smetterebbero di inseguire gli anni ormai trascorsi e inizierebbero a fare i padri responsabili quali i loro figli vorrebbero.

Perché in questa ruota dove gli uomini sono fermi ai loro vent’anni e le donne si sentono trascurate dai mariti nonché ingoiate dall’isteria del ruolo sociale (una psicologa, una preside, un’inviata di guerra), ci sono anche Rosa e i suoi amici adolescenti. Bulli e un po’ drogati all’inizio del film, si trasformano in figli esemplari, desiderosi di genitori presenti, più maturi e responsabili. Per un lungo attimo i ruoli sono ribaltati. I figli non fumano più le canne, ma i padri sì. I figli non hanno ancora avuto esperienze sessuali, mentre i padri giocano al gatto e al topo con gonnelle più giovani di vent’anni.

Per fortuna Castellitto riesce a tratteggiare con garbo e senza retorica questi “nuovi” adolescenti, che altrove sarebbero stati raccontati sopra le righe cadendo nell’anacronismo più scontato. E dissacra, ma non troppo, la perfezione di Rosa, davvero “troppo tutto” per i suoi anni. A ciascuno il suo, direbbe qualcuno.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.