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MANIFESTAZIONE ROMA 22 DICEMBRE/ Mariastella Gelmini commenta la decisiva giornata del ddl oggi in Senato e la protesta, a Mattino 5

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Mariastella Gelmini  Mariastella Gelmini

Rispetto coloro che contestano, ma non ne comprendo fino in fondo le ragioni collegate al disegno di legge, che sta dalla parte degli studenti”. Lo ha affermato Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, intervenuta a ‘Mattino Cinque’. “Mi interrogo spesso sulle ragioni di queste proteste e sull’accusa che mi viene spesso rivolta di non aver dialogato con gli studenti. Io -ha aggiunto- vorrei ricordare l’iter di questa legge che non inizia ieri o l’altro ieri in Senato ma ben due anni e mezzo fa quando il governo presento’ le linee di indirizzo che dovevano formare il disegno di legge”. “Linee di indirizzo – ha spiegato il ministro – che vennero discusse sia commissione cultura della Camera che del Senato, le portammo discussione nel Consiglio universitario nazionale, nella conferenza dei rettori e anche a convegni di partito ed anche esponenti dell’opposizione mi invitarono ad illustrare i contenuti della riforma e ora dopo due anni e mezzo ci si chiede di dilatare il dibattito e il dialogo”.

 

“Io credo – ha proseguito Gelmini – che questo governo sia stato votato ed eletto per risolvere i problemi dei cittadini e non per mediarne la soluzione. Noi non possiamo arrivare alla fine del mandato e dire ’signori miei non abbiamo fatto le riforme, ma abbiamo molto dialogato’, quindi rispetto coloro che contestano, ma non ne comprendo fino in fondo le ragioni collegate al disegno di legge, che sta dalla parte degli studenti”. “Comprendo bene il disagio giovanile per la precarieta’ nel lavoro, della disoccupazione giovanile, di una difficoltà nel pagare il mutuo della casa. Ma – ha proseguito Gelmini – il compito della politica non e’ cavalcare le proteste, e’ trovare delle soluzioni e doverlo fare in confronto pacato con l’opposizione, avevamo iniziato con la senatrice Garavaglia un dialogo su questo tema, e’ prevalso l’ordine di scuderia di votare contro: noi riteniamo di aver fatto tutto il possibile per dialogare, siamo disposti a farlo anche successivamente all’approvazione dovremo emanare decreti attuativi. Ora la riforma e’ urgente”.

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