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MATRIX/ Video, parla Berlusconi. Il riassunto della puntata di ieri 21 dicembre 2010

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VIDEO: A MATRIX PARLA BERLUSCONI, RIASSUNTO DELLA PUNTATA DEL 21 DICEMBRE 2010 - Silvio Berlusconi è stato ospite ieri sera della trasmissione di Canale 5 condotta da Alessio Vinci, Matrix. Per prima cosa il premier ha chiarito la sua posizione sulla possibilità di andare al voto anticipato: «Riteniamo di poter allargare la maggioranza uscita dal voto di fiducia, ove non riuscissimo in questa nostra volontà non ci sarebbe che da ritornare dal popolo sovrano». Un’ipotesi comunque non positiva per il Paese, secondo il Cavaliere, a causa della lunga e dura campagna elettorale che ne seguirebbe e perché nei prossimi mesi l’Italia avrebbe «un governo meno decisivo e meno capace di governare». La speranza di Berlusconi è quella perciò di restare al governo per altri due anni e mezzo, anche perché «la crisi economica non è finita».

 

Ma come procedono le trattative per ampliare la coalizione? : «Penso che ci siano molti moderati che si siano accorti di avere sbagliato. Molti hanno aderito al partito di Fini, pensando di salire su un convoglio a guida Fini che avrebbe fatto da “terza gamba” del governo. Oggi capiscono di essere saliti su un convoglio a guida Bocchino e Briguglio con destinazione “opposizione”. Il contrario di quanto avevano sostenuto in Parlamento il giorno della fiducia ai “5 punti”». Ma come sarà possibile convincere Bossi ad allearsi con l’Udc? «La Lega si ricorda del voto negativo dell'Udc al federalismo e credo che questo influisca sul loro giudizio negativo nei confronti dell'Udc. Ma credo che il bene del Paese debba essere sempre il punto fermo in base al quale noi dobbiamo regolare i nostri comportamenti»

 

Il Presidente del Consiglio ha poi definito di assoluto “buon senso” l’appello di Napolitano alla “continuità” e ha voluto commentare le parole che in serata il Presidente della Camera Gianfranco Fini aveva rivolto alla stampa, dicendo che ci sono le condizioni per far durare la legislatura fino al suo compimento. «A qualche giorno dal voto di una mozione di sfiducia nei confronti del governo sono dichiarazioni che hanno dell'incredibile», ha dichiarato Silvio Berlusconi.

 

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Allo stato attuale, secondo il premier, la “stabilità” è garantita, ma non le riforme: «con questi numeri si governa agevolmente, ma non si approvano le riforme indispensabili per il nostro Paese». Il Presidente del Consiglio è poi voluto tornare sui giorni convulsi che hanno anticipato il 14 dicembre, chiarendo che non c’è stato alcun “calciomercato”, che non sono stati usati nemmeno i posti di governo per convincere qualcuno e, anzi, qualche parlamentare è stato convinto personalmente da Berlusconi a non votare con il governo per risparmiargli il trattamento “vergognoso” che è stato riservato a chi già aveva compiuto questa scelta.

 

Il risultato di questi vent’anni di Berlusconi è “in rosso”, aveva dichiarato Casini sulla stessa poltrona. «È la bugia più grande che potesse dire - ha voluto rispondere il Cavaliere - perché se c'è qualcosa di cui siamo orgogliosi è l'azione di governo».

 

In questi giorni si parla poi di un possibile ritorno al “modello Forza Italia”: «Non c'è nessuna possibilità di tornare indietro - ha spiegato Berlusconi -, l'unione dei moderati non è voluta da me, anche se è sempre stata un mio obiettivo, ma è voluta soprattutto dalla gente. Quindi noi andiamo avanti, abbiamo solo qualche dubbio siccome qualcuno ha avanzato l'idea di avere dei diritti sul nome Popolo della libertà». «O manterremo questo nome oppure ci sarà un nome nuovo, ma in un partito che tenga insieme tutti i partiti del centrodestra e dei moderati italiani. È vero, l'acronimo Pdl non emoziona, non commuove, non rende. Ed è possibile che possiamo cambiare il nome, ma non possiamo tornare a Forza Italia perchè è alle nostre spalle». Il premier ha detto poi di avere in mente un nome cortissimo, ma non è ancora stato depositato.

 

Sui gravi scontri di Roma il premier ha poi voluto sferrare un attacco alla sinistra: «È male che la sinistra abbia avuto a sostenere le manifestazioni» del 14 dicembre, che hanno portato al ferimento di 150 uomini tra le forze dell'ordine. La riforma, ne è convinto, però passerà: «Mi risulta difficile - ha poi aggiunto - che chi prima ha approvato la riforma possa adesso votare contro». Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è detto convinto che la riforma dell'università sarà approvata dal Senato, così come alla Camera.

 

In questi giorni si torna a parlare anche di “successione”. «Io lascerò la politica – ha dichiarato Berlusconi - quando gli italiani riterranno che ci potrà essere qualcun altro che possa sostituirmi. Ma non sarà un leader di 60 anni, ma qualcuno delle nuove leve. Nel governo ci sono dei ministri giovani capaci che in futuro potrebbero diventare dei leader». Nel campo avversario invece Vendola «è un affascinatore, è molto bravo e usa immagini che colpiscono ma non è in grado di gestire un governo e rappresentare l'Italia sulla scena internazionale».

 

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