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INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI/ Nel nuovo film di Woody Allen vince la fuga dalla realtà

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L’importante, ci dice Allen, è che se ti auto convinci che qualche cosa accadrà, tutto quello che capiterà lo interpreterai come un segnale verso il tuo obiettivo. Questo, di fatto, è il percorso di Helena, che, dopo aver tentato di colmare il vuoto con l’aiuto dei medici, si affida alla veggenza di una chiromante. Quando tutto va a rotoli, in sostanza, ci si aggrappa ad un che di esterno cui ci si lega per risolvere le nostre crisi interiori. In altri film di Woody Allen, come Match Point o Scoop per non andare troppo lontani, avremmo parlato di Fato. Negli altri casi il Fato è Qualche cosa di Altro, di completamente esterno che interviene risolvendo o complicando la situazione, agevolando o ostacolando le tue azioni. Manovra i fili delle circostanze senza che ci si possa fare nulla.

In Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni è diverso. Il ruolo del fato è interpretato dalla cartomante, che, nel leggere il futuro, “propone una soluzione”, ma poi è Helena a fare in modo che tutto si avveri. Non è un caso, forse, che la sua sia l’unica linea narrativa conclusa. Quelle degli altri personaggi, che tentano di barcamenarsi senza successo tra le proprie crisi esistenziali, sono solo abbozzate nel finale, lasciato parzialmente in sospeso.

Rispetto a tanti altri suoi film, qui si sente la mancanza di Woody Allen. Sullo schermo (anche se siamo abbastanza certi che abbia voluto presenziare nella voce narrante) e alla regia, che non gioca con la storia e con i personaggi al modo in cui ci aveva abituato. Certo, Woody Allen c’è. Nel tono amaro e rassegnato con cui dipinge un’umanità stupida senza possibilità di cambiamento.



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