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IL GRANDE MAZINGA/ Vita e destino del robot più amato dalle generazioni '70 e '80

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La storia. Le avventure del Grande Mazinga cominciano dove il predecessore Mazinga Z fallisce.

In uno dei numerosi attacchi, i Mostri di Micene guidati dal famoso Generale Nero, distruggono quasi del tutto l’eroico Mazinga Z. Il suo pilota Koji Kabuto ne esce malissimo ed è costretto ad uscire di scena emigrando in America per un lungo periodo di riposo. In suo aiuto arriva Tetsuya Tsurugi con un nuovo Robot, tenuto nascosto per anni. Avviene così il famoso passaggio di consegne fra i due piloti.

 

E ora, un po’ di numeri. Secondo il fumetto originale di Go Nagai, il Grande Mazinga è alto 25 metri, pesa 32 tonnellate e corre a 450 km/h: sulla tratta Milano Roma ci metterebbe poco più di un’ora ma non chiedetemi quanto costa il pieno!

L’idea geniale fu quella di affiancare ai Mazinga degli aiutanti buffi, come Boss Robot con i suoi tre scapestrati piloti, e sensuali robot dalle fattezze femminili. Tutti personaggi dichiaratamente più deboli che finivano sempre fatti a pezzi e poi ricostruiti.

 

Fra gli armamenti più famosi del robot, rimangono indimenticabili il pugno atomico, il grande tifone e la già citata spada diabolica, oltre al mitico raggio gamma e al grande boomerang. Ogni pilota possedeva un velivolo che si agganciava al Robot e, per i più piccini, in questa serie fu creato Junior Robot, pilotato dal fratellino di Koji.

Il gran finale della serie vede il ritorno di Mazinga Z e del suo leggendario pilota Koji Kabuto che rendono il favore all’amico-collega Tetsuya togliendo dai guai il Grande Mazinga e dimostrando come l’unione di una squadra sia sempre la mossa migliore. La fortezza di Micene soccomberà così sotto il fuoco incrociato del Grande Mazinga, Mazinga Z, Venus e Diana. Come premio per aver portato la pace nel mondo i due robot finiranno in un museo. E no! Non sono mica due cariatidi! CONTINUA, VAI A FONDO PAGINA 

 

 

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COMMENTI
27/02/2010 - Nostalgia. (Alberto Pennati)

Grandissimi! Grazie a voi per aver pubblicato questo articolo. Vi chiedo, se fosse possibile, di pubblicarne un altro dedicato in particolare al superlativo GOLDRAKE! Grazie.