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BORIS 3/ Manca la risata nella “fuori serie” italiana che prende in giro il mondo della fiction

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Il fido pesciolino del regista Renè non è più Boris, ma Federer e così anche il telefilm, come il regista che si riflette nel pesce, sembra aver perso la sua anima. Troppe linee narrative che si disperdono nella breve e serrata mezz’ora della sit-com; si tenta di seguire tutti i personaggi del cast, andando però a perdere in profondità ed interesse. Le situazioni che si creano sul set sanno di già visto, le dinamiche sono ripetitive e i personaggi troppo uguali a se stessi.

E così anche i conflitti che si creano tra loro sembrano posticci, finti e poco coinvolgenti, come quello tra Arianna e Alessandro, amanti divisi da opposte visioni politiche.

Già la loro storia d’amore, che era stata introdotta nella passata stagione nel tentativo di dare una linea orizzontale al telefilm, era sembrata appiccicata e poco inerente allo spirito del programma, che invece faceva delle puntate autoconclusive la sua ragion d’essere.

 

Ma ora unire la chiave amorosa con quella politica sembra davvero troppo. Che gli sceneggiatori fossero troppo impegnati a pensare all’esordio di Boris al cinema – pare infatti certo che si farà un film della serie – per concentrarsi appieno sulla terza stagione televisiva? La risposta stasera, alle 22.45 su Fx.



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