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STASERA IN TV/ Orgoglio e pregiudizio: la commedia romantica che crea un'alchimia con il piccolo schermo

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Il film di Wright ha la grazia, il fascino e la forza di un quadro. Le scene in cui Elizabeth è sola sulle scogliere, una figuretta esile stagliata contro la natura maestosa, e poi cammina alla luce dell’alba, sono i corrispettivi cinematografici (chissà se voluti) di due celebri dipinti di Caspar Friedrich, pittore romantico tedesco.

 

Il regista riesce a interpretare lo spirito di un’epoca, alternando impeti romantici ad affondi realistici, fino a mostrare le oche, i maiali, le uova, il disordine del cottage in cui vive la famiglia Bennet e le sorelle annoiate in soggiorno, senza niente da fare. I due interpreti principali, la Knightely e Matthew Macfadyen, si scontrano in schermaglie continue e crudeli, in un crescendo di tensione emotiva che cattura anche i ventenni e i trentenni di oggi, che sanno come l’amore nasca spesso da un apparente disprezzo; perchè la persona amata ci mette in discussione, ci costringe a fronteggiare orgoglio e pregiudizi e rivisitare le nostre idee sulla vita e su noi stessi.

 

Ai tempi di Jane Austen, un buon matrimonio era l’unica chance per assicurarsi un degno futuro e la stima degli altri (genitori, parenti e società): l’ingombrante signora Bennet, magistralmente interpretata da Brenda Blethyn, sembra eccessiva nel suo desiderio di accasare le figlie, ma è mossa dal sacro terrore di ogni genitore senza solide eredità di vedere la prole finire in miseria. In questo gioco d’affari, l’amore non era contemplato, perciò Elizabeth è un personaggio rivoluzionario, scandaloso, quando afferma: “Solo il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella”. Tema anacronistico?

 

 

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