BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAIPERUNANOTTE/ Furbizia, populismo e denuncia del regime: ecco Santoro & Co., i nuovi protagonisti di Quinto potere

Pubblicazione:

Santoro_TravaglioR375.jpg

Lo abbiamo visto, ascoltato e letto dovunque in questi giorni Michele Santoro, dopo la decisione della Rai di sospendere i talk show politici durante la campagna per le imminenti consultazioni elettorali. Intervistato da quotidiani più o meno compiacenti. In collegamento telefonico con vari programmi tv. Nei siti che divulgano il verbo anticensura.


Ma la vera filosofia del conduttore di Annozero si è palesata con maggiore chiarezza qualche giorno fa quando è stato ospite di Serena Dandini, altra conduttrice invisa al premier Silvio Berlusconi (per l’ospitalità concessa a Eugenio Scalfari e Ezio Mauro, fondatore e direttore di Repubblica). Presentando la serata di Rai per una notte al Paladozza di Bologna, Santoro ha detto che non si comporterà come dopo l’editto bulgaro, «non mi chiuderò per due anni in una stanza a rimuginare il da farsi».


Poi, usando sempre il noi maiestatis ha ribadito che «non ci rassegneremo alla censura. Ci sono tanti strumenti, c’è il web, ci sono i siti… Come ha detto Paolo Mieli? Che il tappo sta saltando, e dunque… Soprattutto, nel nostro Paese ci sono tanti che hanno dovuto ingoiare rospi, ci sono i precari, i lavoratori, c’è tanta gente che vuole affacciarsi alla finestra per dire non ne posso più…».


Eccolo qua il programma del Voltonoto numero uno dell’informazione militante: è quello di Howard Beale, interpretato da Peter Finch in Quinto Potere (regia di Sidney Lumet, 1976; 4 premi Oscar, miglior attore proprio Finch, miglior attrice Faye Dunaway, miglior attrice non protagonista e miglior sceneggiatura).


PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >