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SAILOR MOON/ Il cartone con le ragazzine capaci di salvare la terra, alla faccia dei robottoni

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La storia narra le avventure della giovanissima Bunny, reincarnazione della Principessa della Luna. Un giorno come tanti, la ragazzina salva dalle grinfie di tre teppistelli una gattina con una macchia a forma di Luna sulla fronte. La gatta riconosce in lei la potenziale eroina Sailor Moon e le dona così dei poteri magici: spille, scettri, cristalli argentati, penne lunari… mancava l’aspirapolvere stellare e anche le casalinghe sarebbero entrate di diritto a far parte del fan club delle Sailor.

 

Episodio dopo episodio la guerriera che veste alla marinaretta incontrerà le sue compagne d’avventura, ognuna con un pianeta come simbolo. Nella prima serie conosceremo: Ami Mizuno, l’irreprensibile studentessa dai capelli blu meglio nota come Sailor Mercury; la sacerdotessa scintoista Rei, alias Sailor Mars; la bionda e avvenente Minako (Marta in Italia), Sailor Venus; la prorompente Makoto (Morea) Sailor Jupiter; infine il misterioso Mamoru (Marzio) in arte Milord, fidanzato di Bunny e futuro Re della Luna. Insieme uniranno i poteri per sconfiggere la Regina Metallia, la sua adepta Berillia e tutti gli scagnozzi al seguito.

 

Un finale da Armageddon quello della prima serie: Sailor Moon distruggerà il nemico grazie al sacrificio delle sue amiche che riuscirà poi a riportare in vita, ma facendo perdere la memoria del loro passato di paladine della giustizia. Una serie che si conclude meritando applausi per il suo gusto comico, romantico e narrativo. Ma l’intossicazione da Sailor era appena iniziata.

 

In Italia, come sempre, ci fu lo zampino di qualcuno che iniziò a scucire e riadattare la serie. Passi che i nomi giapponesi proprio non piacciano a nessuno che si occupi di adattamento televisivo, ma perché chiamare un personaggio Ubaldo? Se anche si tratta di un personaggio stupido e goffo, non deve avere per forza un nome ridicolo o che ricorda antenati da tempo defunti.

 

Non ho mai capito questa cosa di svilire aspetti della cultura giapponese presenti nei cartoni animati. E non credo confonda o destabilizzi i bambini sentire nomi come Akira, Madoka o Kyoko, tanto meno dopo che in televisione erano apparse serie come Fantaghirò dove i protagonisti avevano nomi davvero difficili da ricordare.

 

Anche i titoli delle serie erano stucchevoli e dal gusto dolciastro. Uno su tutti “Petali di Stelle per Sailor Moon”. Mai capito l’accostamento, visto che sulle stelle non ci sono fiori! Ma non facciamo polemica, ormai quello che è fatto è fatto. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e ridiamo ai vecchi cartoni la loro vera identità. E pare proprio che sia così: dopo un’assenza di parecchi anni, le guerriere Sailor sono tornate in tv senza censure. Dapprima sul canale Hiro del digitale terrestre e, probabilmente da ottobre, dovrebbero approdare anche su Italia Uno.

 

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