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RIS ROMA/ Fabio Tagliavia (regista): “Ris si ispira alle serie americane, ma rispecchia la nostra società”

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La protagonista di Ris Roma, Euridice Axen  La protagonista di Ris Roma, Euridice Axen

Storicamente, RIS è nata come “adattamento” italiano del modello americano di CSI: che differenze ci sono tra i due prodotti?

Siamo molto lontani dalle serie americane a cui ci ispiriamo, ma l’intento è di fare un prodotto italiano, che rispecchi la nostra società e per questo c’è molta attenzione alla realtà sociale che ci circonda. A livello narrativo c’è una differenza sostanziale, l’utilizzo di una forte linea orizzontale che si sviluppa nel corso della serie. CSI ha un impianto di puntate autoconclusive, a sé stanti, mentre noi abbiamo un mistero di serie da risolvere, quest’anno racchiuso nella linea dell’Angelo della morte. E vedrete che ci saranno interessanti sorprese, ribaltamenti continui e colpi di scena. Il meccanismo di serie è molto ben ideato e congegnato.

 

Che rapporto hai, come regista, con le serie americane? E come spettatore?

Come spettatore le seguo con molta passione, tra le mie preferite citerei Lost, Desperate Housewives, 24. I serial americani hanno raggiunto un livello qualitativo eccellente e contribuiscono a creare il nostro immaginario ormai più del cinema. Quindi anche come regista li guardo e li “studio” con estrema attenzione, anche se poi non ho un modello preciso quando dirigo gli attori: certi registi sono sicuramente dei punti di riferimento, ma alcune influenze emergono inconsapevolmente, ho introiettato alcuni schemi e li ho fatti miei.

 

C’è qualche aneddoto divertente o curioso capitato sul set di RIS?

Sì, e riguarda una delle prime scene che si vedono nella prima puntata, per fortuna era una delle ultime che abbiamo girato. È la scena in cui Fabio Troiano arriva nella sede di Roma. L’abbiamo potuta girare solo due volte perché al terzo ciak Fabio si è bloccato con la schiena e non riusciva più a muoversi. È dovuto poi stare a riposo per diversi giorni. Per fortuna il secondo take era buono!

 

Riguardi le puntate di RIS in televisione?

Organizziamo delle visioni collettive con il resto del cast, le guardiamo in contemporanea con la diretta televisiva. Io più che guardare le puntate mi diverto a osservare gli spettatori, come reagiscono, come si comportano. Presto più attenzione agli spettatori che non allo spettacolo.

 

Clicca qui sotto >> per continuare a leggere l’intervista a Fabio tagliavia, regista di RIS Roma delitti imperfetti



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COMMENTI
02/04/2010 - No, era meglio una cosa nuova! (M.Rita Bianco)

Con pochi mezzi, inutile tentare un minestrone con solo cipolle e rape! E' penoso! Il nuovo commissario é penoso, il contorno é penoso, la "trama" é penosa! Io lo vedo durante la pubblicità e il volto della giapponese mi angoscia, fissa come fisse sono le smorfie del ricciolino... RIS? Perché non chiamarlo Pluf? Altro che spin off!!!