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RIS ROMA/ Fabio Tagliavia (regista): “Ris si ispira alle serie americane, ma rispecchia la nostra società”

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La protagonista di Ris Roma, Euridice Axen  La protagonista di Ris Roma, Euridice Axen

Nessuno può saperlo meglio di un regista: il segreto di un successo è nel lavoro di squadra. Con la sfida di un cast trasformato da defezioni e nuovi arrivi, e quindi un nuovo team da presentare agli spettatori, realtà e fiction si sono intrecciate nella lavorazione di RIS Roma Deliti Imperfetti, prodotta da Taodue, trasmessa su Canale 5 il giovedì in prime time (stasera, 1 aprile, in onda con due episodi) serie spin off di Ris Delitti imperfetti. Ce ne parla il regista Fabio Tagliavia, già autore della regia della quinta serie e di parte della quarta. Nel suo curriculum anche la commedia per il cinema Cardiofitness, con protagonisti Nicoletta Romanoff e Federico Costantini. L’abbiamo incontrato per chiedergli della sua esperienza sul set di RIS e della difficile “arte di dirigere”.

 

Raccontaci un po’ com’è stata la tua esperienza sul set di RIS Roma. Avevi già lavorato alla quarta e quinta stagione, cos’è cambiato in questa sesta, che diventa uno spin-off delle precedenti?

La scelta di fare uno spin-off di RIS è stata dettata soprattutto dalla congiuntura economica nella quale ci ritroviamo. Per abbassare i costi di produzione non era più possibile tenere certe star come protagonisti della serie e così si è scelto di affidarsi a volti nuovi, attori meno conosciuti, alcuni anche esordienti. E questa è stata un’occasione per rinnovare il format: abbiamo così cambiato anche l’ambientazione (Roma anziché Parma), creato un nuovo teatro di posa con una scenografia nuova.

E anche il linguaggio e il tono sono cambiati: un montaggio più lineare, più semplice, anche per un’esigenza della rete che voleva, con questa serie, parlare a un pubblico più ampio, allargando così il target della fiction. Il tono del racconto è anche più disteso, più rilassato e forse questo corrisponde anche alla realtà: molte persone che svolgono lavori così difficili e pesanti hanno un atteggiamento ironico nei confronti della vita, distaccato e così vuole essere anche l’atmosfera della storia, quest’anno più leggera e scanzonata.

 

Com’ è stato lavorare con il nuovo cast (a parte Fabio Troiano e Jun Ichikawa che già erano nelle precedenti serie)?

Alcuni sono volti poco noti anche se hanno fatto molta tv, questo ha influenzato sulla regia o sul tuo modo di dirigere gli attori? Innanzitutto il cambio degli attori per me è stata un’esperienza gratificante e di innovazione: io stesso ho partecipato alla scelta del cast, insieme al casting director, ed è stata un’occasione interessante. Lavorare con nuovi attori e con nuovi personaggi ovviamente è stato più faticoso: alcuni interpreti delle passate stagioni vestivano quel ruolo da anni ed erano molto ben calati nel personaggio, lo conoscevano perfettamente e inoltre avevano anche molta esperienza su diversi set. Quest’anno, invece, ho dovuto dedicare maggiore tempo al lavoro con gli attori proprio sui personaggi, per entrare nella parte e costruire i loro caratteri. La fase iniziale è stata la più faticosa, ma poi si è creato un gruppo di lavoro bellissimo.

 

A proposito del gruppo di lavoro, c’è una curiosa analogia tra il tuo ruolo e quello del nuovo capitano dei RIS, Lucia Brancato (interpretata da Euridice Axen): entrambi avete dovuto creare un nuovo gruppo, una nuova squadra. È importante “fare squadra” anche quando si lavora sul set?

È fondamentale che ci sia una buona atmosfera sul set e che si crei un vero e proprio gruppo. Nascono rapporti non solo professionali, ma umani, rapporti molto intensi e profondi. È necessario, dovendo lavorare a stretto contatto diverse ore al giorno per molti mesi, e sarebbe impossibile farlo se non ci fosse un buon team.

 

A proposito del nuovo capitano, Lucia Brancato: ci parli del suo personaggio? Com’è nata questa scelta di una donna a capo del gruppo dei RIS? In cosa si differenzia da Venturi (che era interpretato da Lorenzo Flaherty)?

È stata un’idea di Valsecchi (n.d.r. il produttore di RIS): era difficile sostituire il personaggio interpretato da Flaherty, a cui i fan erano molto affezionati. Si è deciso, così, di distinguersi dal capitano Venturi con un personaggio molto diverso. Il fatto che sia donna risponde anche a un intento di verosimiglianza, nella realtà sempre più spesso posizioni di comando vengono assunte da donne. Il capitano Brancato, a differenza di Venturi che era ossessionato dal lavoro, ha un lato più umano, è una donna a volte fragile e insicura, molto sensibile e predisposta all’ascolto, attenta alle persone che la circondano e alle loro psicologie. E fa molto affidamento sul gruppo: infatti una novità di quest’anno sono le riunioni che il capitano fa con tutti i suoi collaboratori.

 

Clicca qui sotto >> per continuare a leggere l’intervista a Fabio Tagliavia, regista di RIS Roma delitti imperfetti



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COMMENTI
02/04/2010 - No, era meglio una cosa nuova! (M.Rita Bianco)

Con pochi mezzi, inutile tentare un minestrone con solo cipolle e rape! E' penoso! Il nuovo commissario é penoso, il contorno é penoso, la "trama" é penosa! Io lo vedo durante la pubblicità e il volto della giapponese mi angoscia, fissa come fisse sono le smorfie del ricciolino... RIS? Perché non chiamarlo Pluf? Altro che spin off!!!