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REVISIONI(SMI)/ L'Hulk di Ang Lee, la sfida persa nel 2003 oggi Bruce Banner la può vincere

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Ang Lee premiato con il Leone d'Oro  Ang Lee premiato con il Leone d'Oro

Dopo lo sfavillante “Spider-man” firmato da Sam Raimi, la notizia che un autore come Ang Lee si sarebbe messo al lavoro su un adattamento del fumetto Marvel “Hulk” venne accolta come la definitiva conquista del postmodernismo, dove la cultura bassa diventava un tutt'uno con la cultura alta. Ma forse riproducendo l'impossibile convivenza tra Bruce Banner e il suo alter ego verde brillante Hulk, alla sua uscita il film di Ang Lee suscitò un solo parere unanime: noia.

 

 

Lo dicevamo all'inizio: si era da poco reduci dalla visione della versione di Sam Raimi dell'Uomo Ragno, capolavoro del cine-fumetto perchè capace di mantenere l'approccio leggero e divertente pur senza snaturare il personaggio di Peter Parker, studente sfigato con un grande potere e delle grandi responsabilità. Ma Bruce Banner/Hulk non ha la forza empatica di Peter Parker, né il fascino da gentiluomo di Tony Stark/Iron man, per non parlare poi dell'oscurità che si muove dietro gli occhi di Bruce Wayne/Batman. Bruce Banner è un uomo freddo, lontano dalle sue emozioni, da se stesso, tant'è che la fidanzata (e collega) lo lascia proprio per la sua incapacità di far trasparire i suoi sentimenti, incapacità empatica anche nei confronti del pubblico che, purtroppo, non premiò il film, così come la critica, che lo stroncò senza rimorsi.

 

 

Forse non era ancora il momento di “Hulk” e di un cine-fumetto che, se da un lato cerca di recuperare visivamente le suggestione della vignettatura, dall'altra elimina totalmente i toni colorati e action (del fumetto) e le derive trash (della serie televisiva), costruendo il personaggio in bilico tra la tragedia greca, il dramma shakespeariano e una profonda analisi psicologica. Il risultato è un film introspettivo, un viaggio nel corpo e nella mente di un uomo (e la cosa è ribadita anche nella regia che sovente si introduce proprio nel corpo di Banner, tra sangue, globuli e DNA), nei suoi ricordi cancellati e nella rivelazione improvvisa e violenta di un lato nascosto della sua personalità.

 

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COMMENTI
13/04/2010 - finalmente (Paolo Facchini)

Era bello già nel 2003 e per i motivi che hai elencato adesso. L'unica pecca resta lo scarso realismo di Hulk.