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RAIMONDO VIANELLO/ E’ morto il nonno della Tv italiana. 60 anni sulla cresta dell’onda e mai una volgarità (fotogallery)

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GLI ESORDI DI RAIMONDO VAINELLO – Finita la guerra, un evento fortuito e inaspettato lancia Vianello nel mondo dello spettacolo. Si tratta del Cantachiaro N° 2, lo spettacolo di rivista satirica ideato da Garinei e Giovannini, due giovani autori che diventeranno autorità in materia di commedia. Partecipa. Con l'unico scopo di mettersi alla prova. E come sfizio personale. Il successo è talmente grande, che da allora la sua carriera sarà costellata di continui successi.

 

VIANELLO E LA RAI - La carriera nel mondo dello spettacolo vera e propria di Vianello inizia negli anni ’50, nel teatro di rivista, come spalla di Wanda Osiris, Erminio Macario, Carlo Dapporto e Gino Bramieri; da lì, passa al cinema, dove recita accanto a celebrità del calibro di Totò e Ugo Tognazzi, con il quale formerà, per molto tempo, una coppia indimenticabile. Con lui scopre la tv, dove assume grande popolarità grazie alla conduzione di Un, due tre. In seguito, diventa il “valletto” di Corrado ne Il Tappabuchi, lo show del sabato sera. Così era chiamato Vianello, con ironia, nei titoli di coda. Nel ’58 conosce Sandra Mondaini, che sposa nel ’62. Diventano la coppia comica per eccellenza. Sul lavoro, e nella vita. Con Sandra, tra gli anni ’70 e ’80 conduce diverse trasmissioni Rai, come Sai che ti dico?, Tante scuse, Di nuovo tante scuse, Noi... no, Io e la befana, il quiz Sette e mezzo e Stasera niente di nuovo, il loro ultimo spettacolo in Rai.


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