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RAIMONDO VIANELLO/ E’ morto il nonno della Tv italiana. 60 anni sulla cresta dell’onda e mai una volgarità (fotogallery)

Se ne va uno dei volti più familiari della tv italiana. Il più familiare di tutti, forse. Aveva spalancato le porte di casa sua al pubblico, trasformando il proprio vissuto personale e quello di sua moglie, in uno show che rallegrava chi lo guardava. Ironico, pungente, discreto e mai volgare: così era Raimondo Vianello

Vianello-salutaR375.jpg (Foto)

Se ne va uno dei volti più familiari della tv italiana. Il più familiare di tutti, forse. Aveva spalancato le porte di casa sua al pubblico, trasformando il proprio vissuto personale e quello di sua moglie in uno show che rallegrava chi lo guardava. Ironico, pungente, discreto, mai volgare: così era Raimondo Vianello. Senza scendere a compromessi con le logiche - spesso perverse - della tv, è rimasto sulla cresta dell’onda per più di 60 anni, rimanendo uguale a se stesso. I più anziani lo ricordano come uno di loro, i più giovani, anche i giovanissimi, lo hanno sempre identificato come un nonno. Morto oggi nella sua abitazione di Milano, Vianello lascia un vuoto nella tv italiana. E in tante persone che gli gli volevano bene. Solo per averlo "conosciuto" grazi al tubo catodico. 


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Nasce a Roma il 7 maggio del ’22. Il padre ammiraglio vorrebbe che diventasse diplomatico e che intraprendesse la dura gavetta necessaria. Raimondo Vianello, all’inizio, asseconda il padre e si iscrive a Legge. Nel frattempo, dilaga la Seconda Guerra Mondiale. Vianello aderisce alla Repubblica Sociale Italiana come bersagliere. Per questo viene detenuto dagli alleati nel campo di concentramento di Coltano. Con lui, ci sono altri personaggi famosi: il poeta americano Ezra Pound, gli attori Walter Chiari, Dario Fo ed Enrico Maria Salerno, l'olimpionico di marcia Giuseppe Dordoni, il giornalista Enrico Ameri, il regista Luciano Salce e il politico Mirko Tremaglia. Al termine della guerra Vianello è disgustato dalle ipocrisie della politica. Capisce, a quel punto, che non sarà mai un diplomatico.

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