BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BORIS 3/ Quella Situation Commedy politicamente scorretta disprezzata dai fautori (snob) delle fiction

Pubblicazione:

boris3_pesceR375.jpg

 Un ottimo lavoro di scrittura, supportato in modo ineccepibile dalle interpretazioni, dove il capocomico Francesco Pannofino tira i fili di un cast pressoché perfetto, su cui spiccano il Biascica di Paolo Calabresi, lo spietato Lopez interpretato da Antonio Catania e soprattutto il trio di sceneggiatori che in questa serie escono dall’ombra e, diventando protagonisti attivi, danno la possibilità agli sceneggiatori di Boris 3 (stavolta veri però) di prendere la mira in maniera più precisa per tirare la stoccata finale alla sempliciotta e banale fiction italiana.


«Questa è l'Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c'è la Morte!», come dice uno degli sceneggiatori nel monologo della puntata finale. E la stoccata arriva insospettabile anche alla tanto osannata serie televisiva di casa Rai Tutti pazzi per amore che, sempre per dirla alla Boris, rappresenta «il peggior conservatorismo che si tinge di simpatia, di colori, di paillettes». Quella che da molti è considerata la punta di diamante della fiction italiana della tv generalista, è smontata in un monologo tanto geniale e sopra le righe quanto triste e reale, che ci convince ora più che mai che una fiction diversa in Italia non sarà mai possibile perché in fondo il pubblico, non vuole qualcosa di diverso, vuole qualcosa di normale (ma con un poco di “locura”).


Eppure c’è Boris, che è un attimo di respiro nel mondo affannato e affannoso delle serie televisive nostrane, che sembra farci sperare almeno per qualche attimo che qualcosa di diverso in Italia si possa fare, che esista ancora qualche spettatore che non ingurgita senza guardare nel piatto, ma pretende che il cibo che gli viene dato sia di alta qualità (vera).

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.