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CARTONI/ Supercar Gattiger, Ken Falco e Mach 5: sfide e corse per sfrecciare oltre la fantasia

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Uno dei principali problemi delle grandi città è il traffico. Ricordo le code chilometriche in autostrada ogni volta che prendevo il pullman per andare fino a Milano all’Università: un tragitto che fai in venti minuti diventava una processione di ore e all’arrivo non c’era neanche la statua del santo per chiedere la grazia.

 

Per combatterlo sono state usate mille soluzioni: targhe alterne per abbassare il tasso d’inquinamento, costruzione di nuove corsie, aumento dei mezzi di trasporto pubblico e di questi tempi, ahimè, anche la cassa integrazione per ridurre i flussi dei pendolari!

 

Il Carpooling è l’ultima novità. Consiste nell’utilizzo da parte di quattro-cinque persone che lavorano o abitano nella stessa zona di un auto sola così da abbattere l’emissioni di CO2, aumentare i parcheggi liberi all’Autogrill e diminuire i costi vivi del viaggio. Anche al casello si paga quasi un terzo del pedaggio se si aderisce a questa iniziativa.

 

Ma io propongo di più: la vendita, a prezzi contenuti, delle auto giapponesi dei cartoni animati: ovvero la mitica Supercar Gattiger, la Hayabusa Special di Ken Falco e l’icona Mach 5. Queste tre macchine hanno fatto la storia delle corse automobilistiche nelle anime nipponiche. Non tutte sono a impatto zero sul clima, ma la velocità, l’estetica e la creatività ne fanno dei modelli unici e inimitabili.

 

Iniziamo con la prima: all’anagrafe - o dovremmo dire alla motorizzazione - è registrata con il nome di Gattiger, la cui corretta pronuncia sarebbe “Gattàigher” ma che ormai tutti conosciamo come “Gattigher”. Si tratta in realtà di cinque diverse macchinette da corsa che al grido di “Formazione Guida Unita” si agganciano formando un’unica auto gigante. Anche questo è Carpooling no?

 

Il Gattiger è l’anime automobilistico più famoso in Italia. Certo anche per merito del giocattolo che era un vero e proprio feticcio per i bambini, ma soprattutto per lo spirito avventuroso della serie che vedeva gli eroici piloti guidare nei luoghi più avversi del pianeta.

 

Il motore dell’auto si caricava grazie ai raggi del sole e scopo dei piloti era vincere le corse per non permettere alla scuderia avversaria dei Demoni Neri di conquistare il monopolio sullo sfruttamento dell’energia solare e ricattare il mondo. Se mi avessero chiamato avrei proposto loro una gara di Scarabeo per accaparrarsi i diritti sui pannelli solari, senza che si facessero del male in pista.

 

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COMMENTI
25/04/2010 - Sani passatempi! (Alberto Pennati)

Rileggendo queste pagine e tornando con la memeoria ai tempi addietro, provo nostalgia non tanto per il tempo che è passato ma per i passatempi che c'erano e che i ragazzi di oggi invece non hanno. Sono così impegnati ad avere tutte le ultime avanziatissime tecnologie a loro disposizione (cellulari sofisticatissimi, webcam, nintendo, i-pod e via dicendo), sì, dei veri genietti (?), tecnologicamente avanzatissimi ma con intelligenza artificiale (appunto, artificiale e non reale)ed arretratissima. Proviamo a far vedere e a parlare con loro di quello che vedavamo noi alla loro età; chissà che non facciamo loro un favore. P.S. Complimenti ancora a IlSussidiario, anche per articoli come questo (mi vengono in mente quelli precedenti su Goldrake, Mazinga, Mazinga Z); continuate così; mio figlio e mia figlia sono appassionatissimi (ma anche la mamma ed il papà!).