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POPIELUSZKO/ A Milano il film da non perdere, ma "quasi" impossibile da vedere. Lunedì 3 maggio al cinema Palestrina

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Popieluszko-Non si può uccidere la speranza  Popieluszko-Non si può uccidere la speranza

Nel film la Chiesa è rappresentata con grande fedeltà, dal protagonista Padre  Popieluszko a Jozef Glemp nei panni di se stesso; i colloqui tra i due riproducono gli originali. Allo stesso modo la vicenza biografica del protagonista, dalla sua crescita al suo ruolo di mediatore col popolo è avvincente e fedele alla drammatica realtà.

Adam Biedrzycki, l' attore protagonista somiglia anche fisicamente al prete martire della Polonia comunista travagliata e sottomessa. Alcune scene sono delgi originali documentari dell' epoca,immagini toccanti che solo ora appaiono sugli schermi. Ritorna anche la commovente figura di Papa Wojtyla, ostinato e fondamentale sostegno di quegli anni bui. I suoi viaggi, le sue prediche aumentavano la speranza di libertà del popolo polacco e lo sostennero nella lotta per l'indipendenza. Essendo stato prodotto con il contributo decisivo della televisione polacca, è facile che il film risenta di un’impostazione, appunto, televisiva,poco cinematografica. La regia non è spettacolare o sceneggiature mozza fiato, ma dal punto di vista della fedeltà storica è grandioso. Il regista punta tutto sul realismo documentaristico per raccontare  la vicenda di un uomo buono e coraggioso, vittima di un sistema coercitivo e ingiusto.
La nazione polacca, forse da sempre contesa e sfortunata, con questo film torna alla ribalta.Non si celebra solo l 'orgoglio nazionalistico della Nazione chiave nella caduta del regime sovietico, come altrove. Si celebra l 'umanità e la sofferenza di tutto il popolo umile e modesto che non sapeva di lasciare il segno nella storia politica europea.


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