BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IRON MAN 2/ Il film campione di incassi della Marvel messo al tappeto da Rocky Balboa

Pubblicazione:

Iron_Man_2_StarkR375.jpg

Iron Man 2, come tutti i film che recentemente Marvel ha realizzato, è una pellicola che mantiene quello che promette. Spettacolo, divertimento leggero accessibile a tutti e - forse soprattutto - che ha grande rispetto per gli appassionati dei fumetti. Sia perché ormai gli eroi dell’immaginario che prendono forma sullo schermo sono esattamente come li abbiamo sempre immaginati, sia perché nei film abbondano ammiccamenti e allusioni a crossover di personaggi vecchie e nuovi, riferimenti a pellicole ancora da girare e dettagli che tanto fanno sentire a casa gli appassionati (BadTaste.it ne ha anticipati e ipotizzati molti, tra cui l’indizio secondo cui in futuro vedremo il debutto sul grande schermo anche di Namor, un altro personaggio amatissimo della Marvel in un colossal definito “una Star Wars sotto il mare”).


Impressionanti gli effetti speciali, sia quelli visivi che quelli sonori (che dire del rumore metallico che accompagna costantemente Iron Man? O del ronzio dei motori elettrici che ne segue i movimenti? O degli schiocchi dei lampi elettrici? Magnifici) da videoclip la colonna sonora, capitanata dagli Ac/Dc. Tutto molto bello, quindi, e la missione di ripagarsi il biglietto del cinema si è conclusa con successo.


Eppure una “vocina” mi dice che qualcosa in Iron Man 2, il film campione di incassi, proprio non va e non decolla. Appena fuori dalla sala mi è tornato in mente, prepotentemente, Rocky III. Sì, proprio il film con Sylvester Stallone e Mr.T (a proposito, nel film sull’A-Team lui non ci sarà), quello in cui Rocky, ormai ricco e appagato e senza più i mitici “occhi di tigre” viene suonato come una zampogna dal Clubber Lang, pugile di colore con una fame di vittoria tale da sopportare qualsiasi sacrificio.


In tutto l’intreccio di trame e sottotrame di Iron Man 2, per la verità tipiche del mondo dei fumetti e ben rese nel film di Jon Favreau, che qualche commentatore più o meno autorevole ha definito “zeppo di tutto”, più di tutte le rivalità e vicende che animano la storia, questa è la cosa che mi ha colpito di più.


Tony Stark è sì un eroe, un’icona della civiltà occidentale ed evoluta, ma è anche un simbolo decadente del borghesismo che rimane vittima di se stesso (come metaforicamente sottolinea anche il fatto che il cuore al palladio che gli conferisce la forza che gli altri non hanno, è anche ciò che lo sta uccidendo). Stark non ha più gli “occhi di tigre”, è solo un borioso personaggio annoiato di se stesso, timoroso della vita e schiavo delle sue ricchezze e del suo potere.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SU IRON MAN 2 CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >