BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TV/ Csi, House e Ncis: le serie che hanno cambiato il mondo dei telefilm

Pubblicazione:

Tv_Telecomando_SceltaR375.jpg

Per noi che siamo diventati grandi a pane, nutella e telefilm, che abbiamo immaginato mondi lontani con Orzowei e che abbiamo sognato il mitico Arthur Fonzarelli e Inspiration point e Pinky Tuscadero e Ricky e tutti gli altri “amici” di Happy days; che abbiamo riso e ci siamo divertiti con Arnold e i Jefferson; che ci siamo svagati con l’A-Team e Mc Gyver; che abbiamo seguito con passione le indagini di Fox Mulder e Dana Scully negli X Files; che abbiamo “combattuto” con l’eroico Jack Bauer di 24, o che abbiamo seguito le vicende di Ciccio e del dottor Ross, dell’infermiera Hateway e del dottor Carter in medici in prima linea; che ci siamo tormentati sulla terribile domanda “Chi ha ucciso Laura Palmer” in Twin Peaks; per tutti noi è dura da accettare.

 

Intendo che è difficile accogliere pacificamente l’ipotesi emersa da una recente ricerca del Ce. R.T.A. dell’Università Cattolica di Milano presentata la scorsa settimana al Telefilm Festival di Milano. La tesi fondamentale è che, a partire dalla stagione 2007/2008, a fronte di una sostanziale stabilità nell’utilizzo nei palinsesti della generalista, ci siano alcuni segnali di crisi del prodotto telefilm.

 

Fra tutti, un decremento del dato medio di ascolto, una progressiva concentrazione sul genere crime e, infine, una certa difficoltà ad affermare titoli nuovi, dopo le stagioni d’oro di CSI, di Ncis, di Grey’s anatomy e di House. Anzi, che più che di crisi si possa e si debba parlare di una vera propria fine della golden age della serialità americana.

 

Ma le cose stanno veramente e pacificamente così? Sono naturalmente molto solide e fondate le ipotesi presentate dalla ricerca, ma, ugualmente, proviamo a considerarle un punto di partenza per toccare anche altri punti e proporre ulteriori osservazioni.

 

Le peculiarità dei telefilm

Il prodotto seriale è per eccellenza ciclico, nel senso che non è vero che ogni anno, in una ipotetica età dell’oro, sono spuntati prodotti eccezionali per qualità o per ascolto; ma, piuttosto, a periodi di grande ricchezza ne sono sempre seguiti altri meno felici. Su Italia1, fra Beverly Hills e X files sono passati circa 4 anni, e fra quest’ultimo e CSI altri 6. Su Rai2 fra ER e uno dei nuovi fenomeni, Ncis, sono passati circa 10 anni. E molti altri esempi potrebbero esser fatti. “Nihil novi sub sole”, insomma.

 

E questa caratteristica ciclicità non vale solo per i telefilm ma per tutti i generi televisivi. Un solo ulteriore esempio, le telenovelas: fra gli ascolti eccezionali di Manuela e Cuore selvaggio che all’inizio degli anni ’90 facevano oltre 4 milioni di spettatori su Rete4 e il grande successo di Tempesta d’amore sulla stessa rete sono passati quasi 20 anni

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >