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OCCHI DI GATTO/ Le tre sorelle ladre di quadri e di cuori

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Tre donne con tre abilità ben distinte: Sheila, la più atletica, è quello che esegue i colpi; Tati, la più giovane, si occupa di tecnologia e costruisce marchingegni che neanche l’ispettore Gadget sarebbe in grado di fare; infine Kelly, la maggiore, è la mente del gruppo e a parer mio la più sensuale. A complicare l’intreccio narrativo c’è Matthew, il fidanzato di Sheila, poliziotto e acerrimo nemico di Occhi di gatto.

 

Tsukasa Hojo, il mangaka che le ha create, ha il pallino per le belle donne: sue sono anche opere come “City Hunter”, “Rush” e il divertentissimo “Family Compo” dove le protagoniste femminili si distinguono per l’avvenenza.

 

“Gabriele, ti va se andiamo dentro la villa dei vicini e rubiamo le uova delle galline?”. “Sei matta? Non si possono fare queste cose”. La mia resistenza dura poco e senza farmelo ripetere due volte ecco che mi ritrovo dentro il giardino della dirimpettaia di mia nonna. Il piano di mia cugina era però quello di vendicarsi della figura che le avevo fatto fare davanti agli amichetti con la storia della tuta e invece di seguirmi nel pollaio, corre dal proprietario di casa a denunciarmi. Il resto ve lo lascio immaginare, beccato in flagrante con mantello e maschera a toccare il sedere delle galline.

 

Occhi di gatto invece non le beccavano mai. Neanche la poliziotta Alice, scelta per la sua astuzia, è stata capace di fermarle. Gli unici a bloccarle in qualche modo sono stati gli adattatori italiani. Fra la prima messa in onda e la seconda ci fu un grande taglia e cuci della serie: via le scollature che facevano intravedere seni troppo prosperosi e le scene di nudo sotto la doccia. Peccato perché sono pochi i cartoni che mostrano i protagonisti nel loro momento più intimo, intendo quello dell’igiene personale!

 

In Giappone il successo di un cartone animato si misura con la ricchezza del merchandising prodotto: dai giocattoli per tutti i gusti alle figurine, dal portachiavi al rossetto. E a segnare il trionfo di una serie, il film con gli attori veri.

 

Non sono fuggite a quest’operazione neanche le tre sorelle. Nel 1997 il regista Kaizo Hayashi gira il Live Action di “Cat’s eye”, molto fedele all’anime tranne che per i costumi, copiati praticamente dalla famosa Cat Woman di Tim Burton.

 

GUARDA UNO SPEZZONE

DEL FILM CAT’S EYE

 

 

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