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MICHELE SANTORO/ Il conduttore di Annozero spiega il suo addio: “La RAI mi considera un nemico interno”

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MICHELE SANTORO ANNOZERO RAI – Michele Santoro attaccato da tutti, dal PD al PDL. All’indomani dalle sue dimissioni dalla RAI e dalla liquidazione milionaria ottenuta dal conduttore, si scatenano le polemiche. Per Michele Santoro il motivo del suo addio sta nel fatto che la RAI lo considerava un nemico interno. “Non potevo continuare a lavorare accerchiato come il generale Custer” ha detto. “Non si può vivere bene in un’azienda che ti considera un nemico interno. Se digito il mio nome sulla banca dati Rai esce fuori l’espressione in causa”, Santoro si riferisce alla decisione della RAI di ricorrere in cassazione contro la sentenza del 26 gennaio 2005 in cui il giudice del lavoro obbligava l’azienda di stato a restituirgli un programma in prima serata. La RAI perse il ricorso, ma a Santoro la cosa non è andata giù.



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Michele Santoro ha anche ricordato il grande successo di pubblico del suo programma: una audience del 30%, con una media stabile sempre intorno al 20%. Un risultato che ha portato la concessionaria di pubblicità della RAI, la Sipra, ad aumentare i blocchi di pubblicità da due a quattro. Ogni puntata di Annozero oggi vale circa 350mila euro. E nonostante ciò, dice Santoro, “invece di avere appoggio, aiuti, sostegno dai vertici Rai ti arriva il ricorso in Cassazione. Io mi sarei aspettato ben altro. Cioè la proposta di trovare un accordo e chiudere il contenzioso giudiziario, dopo un’annata così”.


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