BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SANTORO ANNOZERO/ Finisce il ventennio del "Conduttore unico delle coscienze” : smascherato il suo “vizietto”?

Pubblicazione:

Michele Santoro  Michele Santoro

La critica di atteggiarsi a “Conduttore Unico delle Coscienze”, e l’accusa di voler “suggestionare il pubblico e offrirgli, sotto il simulacro della discuzzione in tv, un banale pregiudizio comprato al mercato” (il Foglio del 2 giugno 2007), ha soltanto forato la bolla della pretesa imparzialità. Anche il rimproverato conflitto di interessi del Cavaliere è stato, sotto questo punto di vista, una manna piovuta dal cielo. Ha infatti smascherato l’idea di cui il pubblico di Santoro si alimenta da sempre: la pretesa neutralità come garanzia di comunicazione del vero. È una convinzione che si diffonde con il crollo della Prima Repubblica e la fine delle logiche di lottizzazione delle tre reti Rai.

Già Pasolini, però, ci aveva avvertito: non è vero che la tv mostra la realtà così com’è, perché è falsa l’inesistenza di mediazioni tra lo spettatore e ciò che è trasmesso. La mediazione c’è. Eccome. La tv ed i suoi programmi sono fatti da uomini con idee proprie, una loro storia ed una precisa formazione culturale. L’occhio della telecamera vede e si sofferma su quel che il conduttore vuole vedere e su cui desidera soffermarsi. Una sola trasmissione è una miniera di conflitti di interessi. Per questo Ferrara decise di dare il via alla doppia conduzione. Prima con Lerner, poi con Sofri ed infine con la Armeni. Per garantire una pluralità di giudizi, non la proclamazione di un verbo. È il punto di partenza a fare la differenza tra l’Elefantino e Santoro. Da qui si capisce anche il rifiuto di quest’ultimo ad accettare la proposta che gli fece Giovanni Minoli dopo l’editto bulgaro del 2002: lavorare nelle “catacombe” di RaiEducational per risalire la china.

 

CLICCA QUI SOTTO >> PER CONTINUARE A LEGGERE ANNOZERO, SANTORO LASCIA LA RAI, LA FINE DI UN’EPOCA



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >